La situazione sta per degenerare. Nelle carceri sarde il momento è esplosivo, con la polizia penitenziaria che si ritrova indifesa e senza la minima protezione. La denuncia parte da Roberto Melis, segretario nazionale di CON.SI.PE.. “La realtà purtroppo è sotto gli occhi di tutti.-ha detto-Le punizioni per chi aggredisce un Poliziotto Penitenziario sono lievi e soprattutto a Sassari e Cagliari si verificano spiacevoli episodi che mettono a repentaglio la sicurezza di tutti. A Uta è stato addirittura aggredito un ispettore. E nelle due città vi sono le presenze più imponenti, senza contare quello che sta accadendo a Bancali dove le aggressioni sono praticamente giornaliere. Tre colleghi sono finiti in ospedale e ci sono state, proprio a Bancali, minacce di morte da parte di un detenuto che è in regime di alta sicurezza.
In questo carcere c’è un direttore che viene il missione da Cagliari e dunque non puo gestire al meglio causa continuita e titolarità . Noi non vorremmo accusare nessuno, ma e palese che là responsabilità è dell’Amministrazione assente ma anche della politica che fa promesse poi non mantenute”.
Brutta storia, siamo oramai ai limiti della rivolta che potrebbe creare ulteriori danni. Ancora Roberto Melis: “a differenza delle altre FF.OO Non ci hanno fornito di “TEASER”, che potrebbe essere un ulteriore deterrente. Rispetto a tre mesi fa la situazione è degenerata. Ora stiamo organizzando un sit-in davanti al carcere di Sassari per sensibilizzare l’opinione pubblica e poi lo faremo anche a Uta. Ci auguriamo che il nostro appello venga recepito dalle autorità competenti”.
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