Il business dello stadio del Cagliari. È il caso del giorno. C'è un presidente (Giulini) che sta per passare la mano e la proprietà del Club ad un fondo di investimento americano. Dopo aver parlato recentemente di identità sarda come vessillo della Società. Scordandosi che la sua industria di Macchiareddu è stata protagonista di quello che è stato forse il più grande disastro ambientale della Sardegna meridionale. E che quell'inquinamento è ancora lì a costituire una minaccia costante per la salute delle popolazioni. Alla faccia dell'identità. Giulini ha preparato un progetto per il nuovo stadio comprendente un hotel di lusso, piscina, ristorante. Un affare privato. Per il quale Regione e Comune sono pronti a sborsare 60 milioni di soldi pubblici. Il tutto per poter vedere due o tre partite degli europei di calcio. Tenendo presente che, secondo le ammissioni dello stesso Giulini, entro pochi mesi la proprietà del Cagliari calcio sarà di investitori USA in cerca di affari. E loro intascheranno i contributi pubblici. Cioè i nostri soldi. Credo sia una follia. Anche perché la guerra in medio oriente continua ad allargarsi ed il cosiddetto Pef (Piano Economico Finanziario) non tiene conto che i costi di costruzione aumenteranno a dismisura. Io credo che sia il caso di fermarsi un attimo. E non impegnare un'area strategica sul mare nel cuore della città per affari privati. Il calcio può aspettare. Vediamo come va a finire la guerra con i suoi mille rischi. Altro che identità. Buona domenica. Mario Guerrini.
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