Cagliari, la mia città. Sta subendo da anni uno stravolgimento urbanistico che, a questo punto, definisco doloroso. Oltreché doloso. Lo dico con profonda amarezza. Si sta deformando la struttura identitaria del capoluogo di Regione con logiche aberranti, senza una visione globale del contesto urbano. Si sta trasformando il contenuto sociale non partendo da un progetto generale studiato e meditato, legato al rispetto dei valori architettonici tradizionali. Ma da piani slegati l'uno con l'altro e guidati da astratte ed estranee filosofie europee. Che stanno mortificando non solo gli antichi caratteri della città, ma provocano contraccolpi devastanti al tessuto sociale. Una vergogna assoluta. Crollano le attività commerciali che hanno fatto la storia della città. Cambiano le linee di uso del tessuto cittadino, con la soppressione di una serie infinita di parcheggi. L'uso dell'auto, indispensabile in una città dalle mille salite e mille discese, è diventato estremamente difficoltoso. Togliendo ai cagliaritani il piacere di vivere e godere la città. Che sta assumendo fisionomie anonime e perdendo le sue tipicità secolari. Un disastro assoluto, cominciato con Truzzu (un non cagliaritano doc) con il suo attivismo per diventare (invano) presidente della regione. Usando le direttive di altri cagliaritani trapiantati. L'estemporaneità è il cardine di tutto. Come mostra l'intento di far passare il tram (metro di superficie!) in via Roma. Ma ancora non si sa esattamente come e dove. Questa è degenerazione edilizia. Una follia. Nasce una nuova Cagliari di ristoranti, trattorie, punti di ristoro, hotel di lusso e di commercio straniero. La vecchia, storica e amata Cagliari è perduta. Mario Guerrini.
![]()