Renato Soru. Sta tornando. Ha convocato i "suoi" per domani a Oristano. Perché? Non lo sa nessuno. Il suo "Progetto Sardegna" è naufragato alle regionali del febbraio 2024. Complice una perversa e settaria legge elettorale che sopprime le minoranze. La sua lista ha preso "solo" l'8,6%. Di fatto è stata decapitata e non è entrata neanche in Consiglio Regionale. I suoi voti sono stati incredibilmente bruciati. Ma il progetto mirava a ben altro. Il Guru di Soru, ex leader del Partito dei Sardi, devastato dai fulmini dei Pm, aveva, con illusorio azzardo, fantasticato la vittoria di mister Tiscali. Previsione totalmente sbagliata. Come sappiamo. "Progetto Sardegna", in realtà, aveva come obiettivo principale quello di far fallire il Campo Largo, in odio, personale, ad Alessandra Todde. Ma la Eleonora di Arborea dei 5Stelle, imprevedibilmente, è riuscita nell'impresa di battere il favorito cdx. Favorito perché la scissione di Soru, a sinistra, aveva verosimilmente spalancato le porte della Regione a Truzzu. Beffato invece dal voto contrario dei cagliaritani, a causa del "sacco" della loro città da parte del sindaco meloniano. Dopo quella amara e terribile sconfitta, Renato Soru si è chiuso nel suo silenzio. Lasciando i suoi seguaci allo sbando. Ora li chiama ad una nuova adunata. Con quali intenti? Domani si saprà. Soru deve decidere se essere una "risorsa", per il csx e per la Sardegna (ne ha le qualità), o uno sfasciacarrozze. Come due anni fa. Ci sono scadenze elettorali. Importanti amministrative comunali a giugno e le politiche l'anno prossimo. Soru detterà una nuova linea alle sue truppe sfiduciate? O magari annuncerà un ritorno al passato. Nel Pd? O tirerà fuori qualcos'altro dal suo cilindro politico. Mario Guerrini.
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