L'aggressione alla ragazza arbitro di calcio nel cagliaritano. Ormai è diventato un caso mediatico nazionale. Intanto, esprimo la mia totale solidarietà alla giovanissima direttrice di gara. E condanno fermamente e duramente la violenza del segnalinee-dirigente espulso dal campo e autore della bieca reazione. Purtroppo, come ben sappiamo, la violenza nel calcio ha radici che affondano nell'ignoranza degli adulti. Tutto nasce da un fallo laterale giudicato in maniera differente dalla ragazza arbitro e dal segnalinee-dirigente, quindi di parte. L'autore della aggressione ammette che sia stata brutale solo nei termini verbali. Ma nega di aver colpito la giovanissima, quando un referto medico di una struttura sanitaria pubblica - secondo i resoconti - attesta lesioni alla mandibola (frattura) per 45 giorni di cure. "L'ho solo sfiorata nel tentativo di strapparle il fischietto dalla bocca", ha dichiarato l'uomo. Nel report di gara si parla invece di due schiaffi e un pugno in faccia. La punizione federale (5 anni di squalifica) la trovo personalmente inadeguata. Dico che tutto questo fa parte della degenerazione del mondo del calcio. Considerando oltretutto che parliamo di una gara del settore giovanile. Una storia disgustosa. Che deve fare riflettere. Spero che in altra sede la verità trovi la sua naturale legittimazione. Alla ragazza, in balia del male, il mio abbraccio più affettuoso. Mario Guerrini.
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