Privacy, i vostri dati sono merce di scambio: Codici avverte i consumatori

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Nell'era digitale, l'identità non è solo quella scritta sulla carta d'identità. È una scia di informazioni che lasciamo dietro di noi, spesso senza accorgercene, e che per qualcuno vale oro. L'associazione Codici interviene a gamba tesa su un tema che non ammette ignoranza: la protezione dei dati personali.

Il punto di partenza è capire di cosa parliamo. Non si tratta solo di nome e cognome. «Qualsiasi informazione che ti identifica è un dato personale: nome, indirizzo e-mail, numero di telefono, indirizzo IP, dati di geolocalizzazione, preferenze d’acquisto, cronologia di navigazione», spiegano dall'associazione. Il rischio è nell'aggregazione: «Anche dati apparentemente innocui possono rivelare molto su di te se combinati».

Le aziende accumulano questo capitale informativo. A volte per migliorare il servizio, molto più spesso per «personalizzare pubblicità o, purtroppo, rivenderli a terze parti». E, avverte Codici, «non sempre questo avviene in modo trasparente o legale».

Esiste però uno scudo, ed è il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati. Non è teoria, sono diritti azionabili. Il cittadino ha il potere di chiedere il conto: «Hai diritto di sapere quali dati un’azienda possiede su di te e come li utilizza. Puoi richiedere una copia di tutti i tuoi dati personali in possesso di un’organizzazione». Esiste poi il diritto all'oblio, ovvero «richiedere la cancellazione dei tuoi dati quando non sono più necessari», oltre alla possibilità di opporsi al trattamento per fini di marketing o di correggere errori.

Ma la legge non basta se manca la prudenza. Codici invita a diffidare delle richieste assurde: «Prima di registrarti a un servizio, chiediti se è davvero necessario. Fornisci solo i dati strettamente richiesti: se una app per le ricette chiede accesso ai tuoi contatti, è sospetto».

Il consiglio è di perdere qualche minuto a leggere le informative, cercando le sezioni su chi ha accesso alle informazioni e per quanto tempo. Anche sulla navigazione serve rigore: «Rifiuta i cookie non essenziali quando possibile e utilizza modalità di navigazione in incognito per attività sensibili».

Infine, l'allarme in caso di violazione. Se un'azienda subisce un attacco e i dati vengono esposti, l'utente deve essere avvisato. In quel caso, la reazione deve essere immediata: «Cambia immediatamente password e monitora attività sospette sui tuoi account».

L'intervento si inserisce nell'ambito dell'iniziativa "Competenze Digitali Regione Basilicata", finanziata dal Fondo MIMIT per i consumatori 2024. Un promemoria utile: nel web, se il servizio è gratis, il prodotto sei tu.