L'osservatorio di Guerrini: il Belpaese

Mario Guerrini
Cagliari. Il Belpaese. Di Dante e Petrarca. E la Sardegna. La Verità di Belpietro rivela che un importante consigliere del Presidente della Repubblica afferma che al Quirinale si stia pensando a come impedire che alle prossime elezioni politiche vinca nuovamente la Meloni. Fratelli d'Italia, partito della presidente del Consiglio, reagisce duramente. Dal Colle si risponde che sono ipotesi ridicole. Ma le rivelazioni giornalistiche non vengono smentite. Nel frattempo il ministro Nordio dice che sulla Giustizia il defunto capo della P2 Licio Gelli aveva ragione, perché la pensava esattamente come lui. Sarebbe come a dire che per combattere la criminalità da noi bisognerebbe rifarsi al modello Graziano Mesina. In questa visione i problemi della Sardegna appaiono ben poca cosa. La Sanità è nelle mani di un assessore che della Sardegna conosce poco, giusto che è la patria di Rombo di tuono. E le pale eoliche e le praterie di fotovoltaico incombono maleficamente sui nostri territori. Mentre le mafie hanno messo gli occhi sull'isola perché hanno compreso che qui si possono fare grossi affari. Visto che i sardi sembra abbiano l'anello al naso. E la stampa sarda, quella che io chiamo di regime, che fa? Insorge, denuncia, contrasta il potere? No. Ignora. Anzi, peggio. Diventa megafono dei nuovi colonizzatori. Non tuona contro il potere ben identificato. Ma solo contro le anonime multinazionali della speculazione energetica. Abbiamo già avuto un governo regionale che è finito nelle aule dei Tribunali. Non ci resta che attendere e vedere un presidente della Regione in odore di mafia. Magari calabrese. Per ora, in Viale Trento, c'è la Todde. Che sostanzialmente, sul piano politico, sembra una crocerossina. Mario Guerrini.