Quando il gioco più popolare, il calcio, va in declino. Non c'è da stupirsi se al tennis riesce il sorpasso. Lo sport della racchetta vive in Italia un momento straordinario. Il fenomeno Sinner è un po" come il pugilato nell'era di Nino Benvenuti. Il tennis, guidato magistralmente dal Presidente cagliaritano Binaghi, è alla ribalta internazionale non solo per il fuiriclasse altoatesino. È tutto il movimento che funziona. Al contrario del calcio, in mano alla pay TV e ai procuratori. I fasti degli azzurri di un tempo, peraltro recentissimi, sembrano miti oggi inarrivabili. L'organizzazione del sistema è fallimentare. I vivai giovanili sono il sintomo dell'inefficienza. Nel settore semi professionistico basta pagare per portare un giocatore in prima squadra. Il presidente federale Gravina, nonostante i mille fallimenti, rimane ancorato alla poltrona. Nessuno paga. E lo sport più bello del mondo da noi è diventato un baraccone. Nel giorno dell'umiliante 1-4 cadalingo con la Norvegia c'è stato pure chi, in campo, si è permesso di provocare il campione avversario palpeggiandogli il sedere. Il livello ormai è questo. Anche quei pochi giocatori di una certa qualità alla fine si perdono nel calderone della mediocrità. Meno male che c'è il tennis. Mario Guerrini.
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