Ad Alghero continuano i botti su Capodanno: Porcu risponde a Cocco e viceversa

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  Il Capodanno di Alghero, noto per i grandi eventi e per essere un appuntamento immancabile dell’inverno sardo, quest’anno sembra trascinato in un vortice di polemiche senza fine. Le recenti dichiarazioni del presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, e l’annuncio dei Negramaro come ospiti della notte del 31 dicembre – definiti come una scelta “low-cost” – non hanno placato i timori sul futuro dell’evento.

  L’ex assessore al Turismo Alessandro Cocco, esponente di Fratelli d’Italia, si è mostrato scettico e critico nei confronti dell’amministrazione, definendo la situazione come “peggio che impantanata” e accusando la Fondazione di incertezze e ritardi. Inoltre sottolineiamo a manforte che effettivamente l’annuncio di un calendario di eventi che si estenda oltre la notte di Capodanno non rappresenti alcuna novità. Anche le giunte precedenti avevano predisposto un fitto programma di manifestazioni natalizie e per le festività e senza puntare sul frugale low cost. 

  Cocco ha poi aggiunto che la presunta innovazione del programma è solo una maschera per nascondere problemi interni e confusione gestionale. Graziano Porcu, presidente della Fondazione, non ha tardato a rispondere con un comunicato dai toni pungenti, in cui accusa Cocco di confondere i bilanci con i flussi di cassa, definendolo “incapace di comprendere le basi della gestione aziendale.” In particolare, Porcu ha evidenziato la differenza tra il bilancio di previsione – che permette di pianificare le spese annuali e gli investimenti – e i flussi di cassa, che monitorano la liquidità disponibile a breve termine. “Se l’ex assessore Cocco avesse mantenuto dimestichezza con la materia anziché dedicarsi a strategie elettorali e social media,” ha dichiarato Porcu, “forse capirebbe che il Capodanno non è in discussione e che la Fondazione, anche se da poco ristrutturata, ha i conti solidi.” Secondo Cocco, però, le dichiarazioni di Porcu confermano uno stato di confusione e allarmismo all’interno dell’amministrazione. 

  L’ex assessore ha dichiarato che, anziché chiarire il futuro del Cap d’Any, l’amministrazione sembra alimentare incertezze e timori per coprire le proprie carenze. “La fuga di notizie, il ritardo nella scelta degli artisti, le pressioni subite da Cagliari e l’incapacità di gestire le cose senza ricorrere agli insulti: questo è il livello di una presidenza dalla quale, mi auguro, il resto del CDA e il sindaco Cacciotto prendano le distanze,” ha affermato Cocco, ritenendo Porcu responsabile di creare un “minestrone di nozioni finanziarie” più che affrontare con chiarezza la gestione del Capodanno. In un attacco diretto, Cocco ha ironizzato sul comunicato di Porcu, insinuando che “bastava ammettere di essersi espresso male nel precedente comunicato anziché chiedere a un’intelligenza artificiale di scrivere una replica così ridicola.” 

  In particolare, Cocco ha messo in dubbio la validità della giustificazione di Porcu sui fondi regionali, sottolineando che, secondo il bando, il contributo per il Capodanno 2023 sarebbe stato accreditato solo a novembre 2024. Accanto a Cocco, Gioventù Nazionale Alghero, movimento giovanile legato a Fratelli d’Italia, ha espresso profonda preoccupazione per i ritardi nell’organizzazione del Capodanno, un evento che anima la città e sostiene l’economia locale in piena stagione invernale. “Il Cap d’Any non è solo una festa,” affermano i giovani di Gioventù Nazionale, “è una tradizione che permette alla città di aprirsi al turismo in un periodo fuori stagione, offrendo ai giovani e alle famiglie la possibilità di partecipare a eventi gratuiti di altissimo livello.” La preoccupazione, secondo Gioventù Nazionale, è che “l’amministrazione stia vivacchiando alla giornata,” trascurando l’impatto positivo e inclusivo di queste iniziative sul territorio. Un punto nevralgico della critica di Cocco riguarda il cambio di CDA avvenuto ad aprile, pochi mesi prima delle elezioni, una mossa che, a suo avviso, non ha fatto altro che compromettere ulteriormente la stabilità della Fondazione. “L’amministrazione comunale e il nuovo CDA hanno comunque garantito una programmazione impeccabile per la stagione estiva,” ha dichiarato Cocco, “ma ora ci ritroviamo con una presidenza che solleva dubbi sui fondi già stanziati e minaccia la continuità dell’evento di Capodanno, una tradizione che non dovrebbe essere messa in discussione.” Porcu ha però difeso il proprio operato, evidenziando di essersi attivato immediatamente per risolvere i problemi lasciati in sospeso dalla precedente gestione. Ha dichiarato di aver già sollecitato l’iter per l’accreditamento dei fondi 2023 e di aver lavorato per ottenere la sub concessione della Grotta di Nettuno, un’importante fonte di entrate per la Fondazione, garantendo così la stabilità economica della struttura. Intanto, l’incertezza che circonda il Capodanno algherese preoccupa anche gli operatori economici locali, che contano su questo evento per stimolare il turismo invernale. 

  Per Cocco, il presidente Porcu e l’amministrazione attuale dimostrano un disinteresse nei confronti dei grandi eventi, suggerendo che l’indecisione derivi da un pregiudizio ideologico che il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno sempre mostrato verso manifestazioni di ampio richiamo. “Abbiamo visto la loro avversione per questi eventi negli anni,” ha dichiarato, “e ora, dopo l’ennesima fuga di notizie, li aspetteremo alla prova dei fatti, insieme a noi, i cittadini e le imprese di Alghero.” In conclusione, Cocco ha chiesto che il sindaco e il CDA prendano una posizione chiara e si distanzino dalle dichiarazioni del presidente della Fondazione, per evitare ulteriori danni all’immagine della città e per rassicurare gli operatori locali. Gioventù Nazionale e altri esponenti di Fratelli d’Italia sostengono che Alghero non possa permettersi di perdere un’occasione come il Cap d’Any per l’incapacità di gestione dell’attuale amministrazione. “Basta polemiche e giustificazioni,” conclude Cocco. “Il Capodanno ad Alghero deve essere salvaguardato come evento strategico, e chi guida la Fondazione dovrebbe concentrarsi sul bene della comunità anziché su scontri personali e su lezioni di finanza pubblica.”