Nel silenzio delle corsie dell’Ospedale Civile di Alghero, si manifesta una situazione ormai insostenibile per i pazienti ricoverati. Le testimonianze sono allarmanti: medicazioni rimandate per giorni, urgenze ignorate e una sanità che sembra aver dimenticato il suo scopo primario. Non è raro che chi si trova a essere ricoverato debba attendere fino a tre giorni per una medicazione, anche quando il quadro clinico richiede interventi immediati.
La crisi non si limita alle medicazioni mancate. Da tempo i reparti dell’ospedale soffrono di una carenza cronica di personale, con conseguenti riduzioni nei servizi. Il pronto soccorso, sovraccarico e incapace di rispondere all'enorme afflusso di pazienti, resta sempre in affanno, soprattutto nei mesi estivi, quando i turisti raddoppiano la popolazione della città.
Le condizioni in cui operano reparti fondamentali come cardiologia, pediatria e pronto soccorso sono altrettanto gravi. La pediatria, da tempo limitata alle sole ore diurne, non riesce a garantire l’assistenza notturna, costringendo le famiglie a spostarsi verso strutture più lontane. Il blocco parto, chiuso ormai da anni per lavori, ha lasciato le partorienti prive di un servizio essenziale, costringendole a viaggi faticosi e rischiosi verso Sassari.
Nel frattempo, la retorica politica promette nuovi ospedali e investimenti futuri, ma intanto i pazienti di oggi continuano a soffrire. Le liste d’attesa per interventi e visite specialistiche sembrano infinite, con cittadini costretti ad aspettare mesi per ricevere cure.
I comitati per la salute hanno già denunciato più volte questa situazione, chiedendo interventi concreti per risolvere le emergenze. Tuttavia, la risposta delle istituzioni è lenta e insufficiente.
Non si può più aspettare. L’Ospedale Civile di Alghero rappresenta un fallimento sistematico di gestione della sanità pubblica, dove ogni giorno i pazienti e il personale sanitario pagano il prezzo di una politica di tagli e rinvii.
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