Il trionfo dell'irrazionale: La nuova religione dei terrapiattisti

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  In un angolo di Roma, si è recentemente svolto un raduno piuttosto insolito. Circa un centinaio di persone, che sembravano scappate da una noiosa lezione di storia della scienza, si sono riunite per fondare una nuova religione: il 'neomondismo'. 

  Questo particolare evento, al costo di venti euro a persona - comprensivo di un "delizioso pranzo carpotecnico" a base di frutta, probabilmente per mantenere il cervello libero da pensieri razionali - segna un nuovo capitolo nella storia del terrapiattismo.

  Gabriele Ceracchini, autoproclamatosi profeta di questa neo-religione, ha dominato la scena parlando per ore. Ha sostenuto che la teoria della Terra piatta servisse solo a catturare l'attenzione dei media. Il vero fine? 

  Fondare una religione, con tutti i benefici che ne conseguono: l'accesso all'8 per mille, la creazione di luoghi di culto, leggi proprie e persino tribunali. In pratica, una nazione all'interno della nazione.

  Il terrapiattismo, quindi, si manifesta per quello che è: un pretesto per, secondo le parole di Ceracchini, "sfilare soldi ai contribuenti". Un modo per nascondere un'agenda più ambiziosa dietro teorie che negano ogni fondamento scientifico.

  Il dibattito, svoltosi in un hotel di Roma, ha toccato argomenti stravaganti, dal "furto" di mille anni a causa dell'ora legale all'esistenza dei giganti, fino a consigli alimentari tanto singolari quanto improbabili: "Mangiando una mela al giorno, si può evitare di lavarsi i denti e di pulirsi dopo essere andati in bagno...".

  In un'epoca dominata da informazione e scienza, è sconcertante che ci sia ancora spazio per idee così arretrate. Eppure, i seguaci di Ceracchini sembrano accettare le sue parole con fervore, come discepoli di un culto basato su premesse tanto ridicole quanto preoccupanti.

  Quello che inizia come un raduno di persone convinte che la Terra sia piatta si trasforma velocemente in un'assemblea per la fondazione di una religione, un'iniziativa che, se non fosse pericolosa, sarebbe quasi da ammirare per la sua audacia.

  Alla fine, ci si chiede se si tratti del culmine dell'ingenuità umana o di un astuto stratagemma per sfruttare le credenze altrui. In entrambi i casi, il fenomeno merita attenzione, non per la sua validità, ma come monito a rimanere critici nel distinguere la realtà dall'assurdità.