Una serata di musica, emozioni e amicizia in omaggio a Gianni Piras

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  Una serata di musica, emozioni e amicizia in omaggio a Gianni Piras Domenica sera, nello spazio piscina del Baretto di Porto Ferro, la musica ha fatto da filo conduttore a una serata speciale, nata per rendere omaggio ad uno dei cantautori algheresi più conosciuti e amati: Gianni Piras, presente alla serata in qualità di spettatore e, soprattutto, di graditissimo ospite d’onore. È stata una serata intensa ed emozionante, un vero e proprio viaggio attraverso le parole e le melodie di Piras, riproposte con sensibilità e passione da alcuni tra i più interessanti musicisti e interpreti della scena musicale algherese e non. 

  A dare voce ai suoi testi sono stati Francesca Ventriglia, Davide Casu, Elisa Carta, Silvia Pilia, Gavino Riva, Alessandro Carta, Carlo Doneddu, Vanessa Bissiri e Angela Colombino (a cui va un doveroso ringraziamento per essere stata la curatrice dell’evento), che si sono alternati sul palco regalando interpretazioni intense e coinvolgenti dei brani più belli dell’autore. (“Donna di porto Pim”, “Le labbra del prete”, “A cosa serve”, tra le tante). 

  Voci profondamente diverse tra loro, ognuna con un proprio colore, una propria personalità e un modo unico di entrare nelle parole di Gianni Piras. E forse è stata proprio questa varietà a rendere l’evento così appassionante: non la semplice riproposizione di canzoni conosciute, ma nove modi diversi di viverle e restituirle al pubblico. Ci sono stati momenti in cui è stato impossibile non lasciarsi prendere dall'emozione, quando ogni voce riusciva a dare alle parole un significato ancora più profondo; poi momenti più leggeri, ironici, quasi giocosi, che hanno strappato sorrisi e risate, dimostrando quanto il repertorio di Piras sappia ancora oggi parlare al pubblico in tutte le sue sfumature. Hanno emozionato, hanno divertito, hanno fatto cantare e, soprattutto, hanno fatto sentire vive quelle canzoni.

  Ognuno a modo proprio, rispettando la scrittura dell’autore lasciando che quei testi passassero attraverso la propria sensibilità. Ed è forse questo il modo più bello di rendere omaggio a un cantautore: non cercare di sostituirsi alla sua voce, ma prestargliene una nuova. E domenica sera, di voci, ce ne sono state diverse. Tutte riconoscibili. Tutte capaci, a modo loro, di lasciare qualcosa. A impreziosire ulteriormente la serata, una formazione di strumentisti di grande calibro: Basti pensare ai percorsi di Marcello Peghin, chitarrista e compositore capace di muoversi tra musica classica, jazz e improvvisazione, con collaborazioni con alcuni dei più importanti nomi del panorama nazionale e internazionale; a Salvatore Maltana, contrabbassista, bassista e compositore algherese, oggi direttore artistico del Festival Nuoro Jazz, che ha condiviso il palco con artisti di assoluto rilievo; a Carlo Doneddu, chitarrista, compositore e cantautore formatosi tra il Conservatorio di Sassari e Barcellona, oltre che ideatore di questa serata; a Raimondo Dore, maestro, pianista, sassofonista e importante figura nella formazione di generazioni di musicisti algheresi e nella valorizzazione della tradizione musicale della città; a Simone Sassu pianista, tastierista, compositore e arrangiatore di grande esperienza, diplomato in Pianoforte e Musica Jazz al Conservatorio di Sassari. A lungo è stato membro dei Nasodoble, con i quali ha realizzato diverse produzioni discografiche e partecipato a importanti festival di musica d'autore. Una carriera attraversata da rock, pop, jazz, teatro e sperimentazione, con collaborazioni con numerosi protagonisti della musica sarda e nazionale. 

  E con loro Paolo Zuddas, batterista dalla lunga esperienza, capace di attraversare linguaggi musicali differenti con grande sensibilità. Sono musicisti che non hanno bisogno di dimostrare nulla. La loro grandezza si percepisce proprio nella capacità di mettersi al servizio della musica e, soprattutto in una serata come questa, di accompagnare ogni voce ed esaltarla. Musicisti di altissimo livello, con percorsi artistici importanti e una lunga esperienza alle spalle, ma soprattutto, musicisti che conoscono profondamente la musica di Gianni Piras essendo stati loro ad averlo accompagnato quando era ancora lui, in prima persona, a salire sul palco e a cantare le proprie canzoni. E proprio questo rende la loro presenza ancora più significativa: quelle melodie, quelle parole e quei brani non erano per loro semplicemente parte di un repertorio da eseguire, ma musica conosciuta, vissuta e frequentata nel tempo. Ma oltre alla qualità artistica, ciò che ha reso davvero speciale questa serata è stata l’atmosfera: quella di una comunità musicale, accomunata dalla stima e dall'affetto nei confronti del cantautore, che si ritrova, si riconosce e decide di celebrare un artista attraverso ciò che gli è più caro, le sue canzoni. Vedere Gianni Piras seduto tra il pubblico ad ascoltare le proprie parole cantate da altri artisti ha dato alla serata un significato ancora più profondo. Un omaggio sincero, fatto non soltanto di musica, ma anche di gratitudine, stima e affetto. Una di quelle serate in cui la musica smette semplicemente di essere ascoltata e diventa memoria, incontro ed emozione. A conclusione di tutto, Gianni Piras è salito sul palco, era visibilmente emozionato e, davanti a quel pubblico e a quei musicisti che avevano appena riportato in vita le sue parole, non è riuscito a dire molte cose. Ma forse non ce n'era bisogno. Quelle poche parole, pronunciate con emozione e con la voce inevitabilmente rotta dal sentimento, sono arrivate dritte all'anima. Perché in certi momenti non servono discorsi, non servono grandi frasi: basta un grazie, detto con il cuore, per racchiudere tutta la gratitudine, la commozione e forse anche il ricordo di una vita trascorsa dentro la musica. Vederlo lì, sul palco, dopo aver ascoltato le proprie canzoni cantate da tante voci diverse, è stato probabilmente il momento più autentico dell'intera serata. E quel suo breve intervento, proprio perché così semplice e sincero, ha commosso tutti. 

  Un ringraziamento speciale va anche al Baretto di Porto Ferro, che ha accolto questa serata mettendo a disposizione il suo spazio e contribuendo concretamente alla sua riuscita. La splendida cornice, l'accoglienza e il supporto offerto hanno fatto da sfondo perfetto a un appuntamento che meritava di essere vissuto e condiviso.