I Drones conquistano il Biancone Beach Bar: un tributo ai Muse convincente e coinvolgente

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Il 6 agosto il Biancone Beach Bar ha fatto da cornice a una serata all'insegna del rock britannico con i Drones, cover band dedicata ai Muse. Un concerto che ha saputo coinvolgere il pubblico grazie a una scaletta ricca di grandi classici e a una performance di livello, capace di rendere omaggio a una delle band più complesse e affascinanti del panorama internazionale. Riprodurre il repertorio dei Muse non è impresa semplice: servono tecnica, energia e una notevole personalità. I Drones hanno dimostrato di possedere tutti questi elementi, proponendo un viaggio musicale che ha attraversato l'intera carriera della band inglese, dagli esordi fino ai lavori più recenti. In scaletta non sono mancati brani iconici come New Born, Plug In Baby, Time Is Running Out, Bliss, Hysteria, Sing for Absolution, Madness e Uprising, eseguiti con rispetto dell'originale ma senza perdere spontaneità.

A guidare la band è stato Gionta, dotato di una voce di assoluto livello. Preciso nell'intonazione, tecnicamente preparato e perfettamente a suo agio in un repertorio vocalmente tra i più impegnativi della scena rock contemporanea, ha dato prova di una notevole estensione, di un controllo impeccabile e di una tecnica vocale raffinata. Dalle linee melodiche più intime ai passaggi più potenti, ha affrontato ogni brano con sicurezza e grande consapevolezza, valorizzando le sfumature vocali che contraddistinguono il repertorio dei Muse.

Ottima anche la prova del bassista Elias Casula, già apprezzato in altre realtà del panorama musicale locale. Ancora una volta ha confermato il proprio valore con un'esecuzione incisiva e precisa. Il suo groove, potente e costante, ha rappresentato una delle colonne portanti dell'intera esibizione, richiamando quella solidità ritmica che caratterizza il sound dei Muse. Casula ha saputo restituire, con padronanza tecnica, un suono definito e dinamico riproducendo fedelmente il carattere delle linee originali. Una prestazione matura, solida e convincente, che ha contribuito in maniera determinante alla compattezza del sound dei Drones.

Il chitarrista Marco Caria ha unito qualità tecnica e presenza scenica, incarnando perfettamente il ruolo che un chitarrista rock deve avere sul palco. Carismatico e sempre presente, ha impreziosito il concerto anche grazie agli efficaci cori che hanno sostenuto la voce di Gionta, contribuendo a dare maggiore spessore agli arrangiamenti vocali. Rilevante anche la scelta di utilizzare, in alcuni brani, una Harley Benton a otto corde, soluzione che ha permesso di restituire con maggiore fedeltà le sonorità più moderne e corpose del repertorio dei Muse, evidenziando la cura della band per ogni dettaglio dell'esecuzione.

Impeccabile anche il batterista Emanuele Ceravola, autore di una prestazione di assoluto livello. Preciso, solido e grintoso, ha saputo sostenere l'intera band con una ritmica sempre incisiva, mantenendo costante l'energia del concerto senza mai sacrificare pulizia e controllo. Nei brani più dinamici ha saputo alternare potenza e precisione con naturalezza, dimostrando una notevole maturità musicale e una perfetta sintonia con il resto della formazione. Un lieve inconveniente tecnico, gestito con rapidità e professionalità dall'intera band, non ha minimamente inciso sullo svolgimento del concerto, che ha mantenuto intatta la propria energia e il coinvolgimento del pubblico fino all'ultima nota.

Quella del Biancone Beach Bar è stata una serata che ha confermato quanto i Drones siano una realtà capace di affrontare con serietà e qualità un repertorio tanto ambizioso. Professionalità, preparazione tecnica e passione hanno permesso alla band di offrire uno spettacolo convincente, regalando agli appassionati dei Muse un concerto fedele nello spirito ma soprattutto autentico nell'energia trasmessa dal palco.