CAGLIARI - Per decenni, nei palazzi della politica sarda, l'approvazione del bilancio è stata una sorta di lento rito invernale che sconfinava quasi sempre nell'anno nuovo, costringendo la macchina amministrativa a viaggiare col freno a mano tirato. Quest'anno la Giunta regionale prova a giocare d'anticipo sul calendario: l'esecutivo ha infatti approvato il disegno di legge della manovra finanziaria per il triennio 2027-2029 - il documento contabile con cui la Regione decide come incassare e spendere le risorse pubbliche nei prossimi tre anni -, passando ora la palla al Consiglio regionale per l'esame nelle commissioni e il voto finale in Aula.
Il traguardo fissato dalla maggioranza è chiudere l'intero percorso entro il 31 dicembre. Tagliare il nastro prima di Capodanno non è soltanto una questione di puntualità formale, ma serve a scongiurare la tagliola del cosiddetto esercizio provvisorio: quel regime di emergenza contabile che scatta il primo gennaio quando il bilancio non è ancora legge e che obbliga la Regione a spendere ogni mese, per la sola ordinaria amministrazione, non più di un dodicesimo dei fondi dell'anno precedente, bloccando di fatto i nuovi investimenti.
«Con l'approvazione della Finanziaria in Giunta entro ottobre abbiamo fatto la nostra parte per consentire al Consiglio regionale di esaminare e discutere la manovra con i tempi necessari e arrivare al voto definitivo entro l’anno. È un obiettivo fondamentale, perché evitare anche un solo mese di esercizio provvisorio significa permettere alle strutture regionali di utilizzare fin dall'inizio dell'anno tutte le risorse disponibili e di spenderle al meglio. Questa manovra completa il lavoro avviato con la consistente variazione triennale approvata ad agosto, che ha destinato risorse significative al 2026 e alle annualità successive. È stata, di fatto, una prima parte sostanziale della manovra finanziaria, che oggi completiamo con un provvedimento essenzialmente di manutenzione, dando continuità alle scelte già fatte», dichiara Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione e del Bilancio.
Chi si aspettava un testo carico di nuove spese o grandi elargizioni dovrà dunque fare i conti con un provvedimento prudente, pensato soprattutto per far girare gli ingranaggi già avviati in estate con la variazione di bilancio, l'operazione di assestamento con cui erano già stati distribuiti i fondi principali. A consigliare cautela ai tecnici dell'assessorato è anche il cantiere ancora aperto a Roma sulla legge di bilancio dello Stato: finché il Governo nazionale non avrà messo nero su bianco le proprie decisioni, a Cagliari non è possibile sapere con certezza né quanti trasferimenti statali arriveranno nelle casse isolane, né quanto denaro la Regione dovrà accantonare per coprire le spese obbligatorie, a cominciare dall'adeguamento del Fondo sanitario regionale – la dote che tiene in piedi ospedali, ambulatori e servizi medici nell'isola - ai parametri nazionali.
«Sono soddisfatto del lavoro svolto e del risultato raggiunto sinora. Abbiamo rispettato i tempi previsti, grazie a un lavoro di programmazione portato avanti in questi mesi, e creato le condizioni per completare questo percorso entro dicembre e consentire a enti locali, imprese e cittadini di beneficiare senza ritardi delle risorse e degli interventi pianificati», conclude Meloni.
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