Il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti annuncia un’interrogazione urgente e presenta cinque richieste per dare più voce ai territori nella programmazione delle risorse europee.
«BASTA CENTRALISMO, LE DECISIONI TORNINO AI TERRITORI»: è la posizione di Sardegna al Centro 20Venti sul prossimo ciclo dei fondi europei, che coprirà il periodo 2028-2034. Il capogruppo in Consiglio regionale Antonello Peru annuncia un’interrogazione urgente alla presidente Alessandra Todde e all’assessore della Programmazione, chiedendo alla Sardegna di farsi promotrice di una proposta condivisa.
La discussione riguarda il futuro bilancio settennale dell’Unione europea e le regole per distribuire e spendere i fondi. La Commissione europea ha proposto di riunire diversi programmi in piani di partenariato nazionali e regionali; il Consiglio Ue ha poi avviato il confronto su un piano complessivo per ciascuno Stato, da preparare coinvolgendo anche Regioni ed enti locali. L’assetto definitivo è ancora in negoziazione.
Peru e il suo gruppo temono che le nuove regole riducano il peso decisionale delle Regioni e dei Comuni. Una preoccupazione che la stessa Regione Sardegna ha già sollevato nel confronto europeo, chiedendo garanzie sul ruolo regionale nella programmazione.
Sardegna al Centro 20Venti condivide inoltre l’appello contro i tagli alla coesione sottoscritto dai presidenti di sei Regioni: oltre alla Sardegna, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e Umbria. Il gruppo ritiene però che alla protesta debbano accompagnarsi proposte concrete.
Le cinque richieste riguardano un confronto permanente tra Unione europea, Stato e Regioni; risorse regionali garantite e vincolate alle finalità previste; una programmazione costruita a partire dai bisogni dei Comuni e delle aree interne; fondi e formazione per rafforzare gli uffici tecnici dei piccoli centri; procedure più semplici e tempi di spesa flessibili, con attenzione ai servizi essenziali e alle filiere locali.
Il gruppo chiede infine a Todde di guidare il confronto tra le sei Regioni e di riferire al Consiglio regionale prima della conclusione del negoziato. L’obiettivo, sostiene Peru, è consentire all’Assemblea sarda di esprimersi sulle scelte che riguarderanno la distribuzione e l’impiego dei fondi.
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