La consigliera invita il sindaco a coinvolgere le istituzioni. La richiesta arriva dopo i due roghi di auto a Sant’Agostino; il precedente incendio in via Garibaldi, secondo una prima ricostruzione, sarebbe partito da un bidone.
Dopo le due auto incendiate nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, la consigliera comunale Giovanna Caria chiede che gli episodi avvenuti ad Alghero siano valutati nel loro insieme e sottoposti alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Cagliari. La Dda è l’ufficio della Procura che si occupa delle indagini sui reati legati alla criminalità organizzata. Caria precisa che non spetta alla politica stabilire se esistano collegamenti o presenze mafiose: la valutazione, sostiene, compete agli investigatori e ai magistrati.
Le due vetture sono state raggiunte dalle fiamme in via Cravellet e via Foradada, nel quartiere di Sant’Agostino. Le cause sono al vaglio delle forze dell’ordine. Caria cita anche un incendio avvenuto il 30 agosto in un’attività di via Garibaldi: secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe partito da un bidone dei rifiuti all’interno del locale. La circostanza invita a non confondere episodi diversi né a considerarli automaticamente dolosi o collegati.
Nel suo intervento, la consigliera sostiene che la successione di incendi, danneggiamenti e possibili intimidazioni meriti un esame complessivo. Chiede al sindaco di attivare un confronto con le istituzioni competenti e richiama le precedenti sollecitazioni per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e coinvolgere Prefettura, magistratura e autorità di pubblica sicurezza.
La richiesta di Caria è di sottoporre i fatti a una verifica, non di attribuire loro una matrice comune. Saranno gli accertamenti a stabilire, caso per caso, che cosa sia accaduto e se vi siano elementi per collegare gli episodi. Per ora, il dato certo è la preoccupazione espressa dalla consigliera e la domanda che rivolge alle istituzioni: valutare se fatti distinti, considerati insieme, richiedano ulteriori approfondimenti.
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