A dieci anni dall'avvio della mobilitazione per l'inserimento del principio di insularità in Costituzione, i Riformatori Sardi denunciano la mancata applicazione dell'articolo 119 e annunciano una nuova iniziativa legislativa in Consiglio regionale.
Il partito ricorda l'inizio del percorso guidato dall'allora presidente Roberto Frongia e supportato da 200 mila firme, sottolineando come il traguardo sia stato raggiunto grazie alla convergenza dell'intero tessuto politico, economico, sociale e accademico dell'isola. Di contro, l'analisi evidenzia l'assenza di ricadute pratiche a vantaggio di cittadini e imprese sui costi di trasporti, energia e logistica.
«Se l'insularità non si traduce in fatti concreti, rimane un guscio vuoto», si legge nella nota diffusa dal partito. «Dobbiamo pertanto aprire un nuovo percorso, a partire dalla puntuale verifica e dalla contestazione di tutti i provvedimenti nazionali, di carattere normativo e non normativo, che violano l'articolo 119. La Sardegna non può più limitarsi a reagire quando le decisioni sono già state prese, ma deve intervenire prima, con elementi solidi e una strategia unitaria».
Per arginare il problema, nei prossimi giorni i Riformatori depositeranno una proposta di legge per istituire, presso la Presidenza del Consiglio regionale, un organismo di vigilanza composto da figure autorevoli nei campi del diritto costituzionale e dell'economia. La struttura tecnica avrà il compito di monitorare gli atti dello Stato, segnalare le criticità ai parlamentari sardi e fornire alla Giunta gli elementi per i ricorsi alla Corte costituzionale, con attenzione immediata alla prossima legge di bilancio.
Il documento si chiude con un richiamo all'unità, ricalcando lo schema di dieci anni fa: «Chiediamo pertanto a tutti di fare parte, come dieci anni fa, di un'unica squadra: il principio ce lo siamo conquistato insieme, insieme dobbiamo farlo rispettare».
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