La Regione Sardegna ha pubblicato lo scorso 8 agosto la proposta preliminare per l'istituzione di nuove Zone di Protezione Speciale nell'ambito del progetto Life Abilas. Il documento prevede l'ampliamento della Zps “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, con un'estensione della superficie sotto tutela marina destinata a passare da 326 a 7.176 ettari. L'area interessata comprende il tratto di costa compreso tra il Ponte Calabona di Alghero e Capu Marraggiu, coinvolgendo anche il Comune di Villanova Monteleone.
L'iter si trova attualmente nella fase di consultazione pubblica, aperta alle osservazioni di enti locali, associazioni, operatori economici e cittadini. Per analizzare la cartografia regionale e le possibili conseguenze della disciplina Natura 2000 sulle attività nautiche e produttive, Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli e coordinatore del Comitato No Boe, ha indetto un'assemblea pubblica per martedì 6 ottobre alle 18 nella Sala Misericordia di via Giovanni XXIII ad Alghero.
Sull'impatto dei potenziali nuovi vincoli, Piana dichiara: «Da cittadino sardo e da diportista non posso rimanere in silenzio davanti a quello che sta accadendo sul mare di Alghero». Sulla gestione delle politiche ambientali chiarisce: «Lo voglio dire con estrema chiarezza: non sono contrario alla tutela dell’ambiente. Sono contrario all’idea che, per proteggere l’ambiente, si debba progressivamente comprimere ogni possibilità di vivere il mare, praticare la nautica, pescare e svolgere le attività economiche collegate al mare. Il mare deve essere tutelato, ma la tutela deve essere compatibile con le attività delle comunità locali. Non possiamo pensare di proteggere il territorio semplicemente aggiungendo un vincolo dopo l’altro».
L'incontro di martedì è finalizzato a illustrare le procedure per la presentazione delle osservazioni tecniche. «Questa volta non possiamo limitarci a lamentarci dopo che le decisioni saranno state prese. Bisogna conoscere le carte, capire esattamente cosa viene proposto e far arrivare le osservazioni del territorio nelle sedi competenti. Per questo invito tutti gli interessati a partecipare alla riunione del 6 ottobre. Non voglio che tra qualche anno ci si ritrovi a dire: “Perché non abbiamo fatto niente quando eravamo ancora in tempo?” Adesso siamo nella fase delle osservazioni. Adesso dobbiamo intervenire.»
L'organizzatore del tavolo di confronto interpella direttamente le istituzioni del territorio: «Mi rivolgo direttamente alle amministrazioni comunali. Avete intenzione di difendere le esigenze del territorio? Avete intenzione di confrontarvi con diportisti, pescatori, operatori economici, agricoltori e cittadini? Oppure assisteremo ancora una volta all’arrivo di nuovi vincoli senza una vera discussione sul territorio?»
Sul perimetro della discussione, conclude: «Personalmente, come cittadino sardo e diportista, mi batterò con tutte le mie forze affinché questa proposta venga discussa seriamente e affinché siano tutelati anche i diritti e gli interessi di chi vive, lavora e frequenta il mare. Non accetto che il nostro mare venga progressivamente trasformato in un mare dove tutto è vietato o regolamentato. La tutela ambientale deve andare di pari passo con la tutela delle comunità, delle attività economiche e della libera fruizione compatibile del territorio. Alghero deve far sentire la propria voce. E il momento per farlo è adesso.»