Nel bando per un funzionario tecnico scritto e colloquio valgono 60 punti su 80. Fratelli d’Italia chiede chiarimenti sul peso dell’esperienza, sui requisiti e sulla procedura precedente rimasta sospesa secondo l’opposizione.
ALGHERO - Nella selezione interna per un funzionario tecnico del Comune di Alghero, scritto e colloquio valgono insieme 60 punti su 80. Il servizio prestato può portarne fino a cinque. È su questo rapporto che Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, concentra la contestazione alla Giunta Cacciotto, annunciando un accesso agli atti e una nuova interrogazione in Consiglio comunale.
La questione riguarda le progressioni verticali: i passaggi che consentono a un dipendente di salire a un’area professionale superiore. Dopo l’intervento dell’ex sindaco Mario Conoci, Cocco torna sul valore da riconoscere al lavoro svolto negli anni e sulle ragioni della sospensione del precedente percorso.
«La vicenda delle progressioni verticali del Comune di Alghero assume contorni sempre più preoccupanti. Nel giro di pochi mesi siamo passati da una procedura in deroga già avviata e poi sospesa nel nulla, a un nuovo sistema che mortifica pesantemente il valore dell’esperienza maturata dai dipendenti, sostituendolo con un meccanismo discrezionale che solleva molti dubbi».
Il confronto fra i documenti permette di precisare i numeri. Nel testo del 2025 dedicato alle procedure transitorie, per il passaggio dagli istruttori all’area superiore erano disponibili cento punti. La voce esperienza ne comprendeva sessanta: quaranta per l’anzianità di servizio e venti per le valutazioni del lavoro svolto. Gli altri quaranta erano divisi fra titoli e competenze professionali acquisite attraverso gli incarichi.
Il regolamento approvato dalla Giunta il 16 settembre 2026, con la deliberazione numero 299, disciplina invece le progressioni ordinarie. Il massimo è di ottanta punti: trenta per lo scritto, trenta per l’orale, dieci per le precedenti valutazioni del dipendente e dieci per servizio, titoli e curriculum. In quest’ultimo gruppo, il servizio vale fino a cinque punti, i titoli di studio tre e gli altri titoli e il curriculum due. La stessa ripartizione compare nel bando del 21 settembre per il servizio Tutela e Valorizzazione dell’Ambiente.
«La Giunta Cacciotto continua a mortificare la macchina amministrativa. Stavolta lo fa ridimensionando pesantemente l’esperienza dei dipendenti. Se prima l’esperienza maturata poteva valere fino a 60 punti su 100. Oggi, invece, il servizio concretamente prestato vale al massimo 5 punti, mentre il 75% del punteggio passa attraverso valutazioni discrezionali».
La critica investe anche il contenuto del colloquio. Il bando prevede, oltre alle conoscenze nelle materie richieste, una valutazione delle capacità organizzative e relazionali, dell’autonomia nel risolvere problemi e della motivazione a ricoprire il ruolo.
«E questo ci porta al secondo punto - prosegue Cocco - la discrezionalità. Nel colloquio si valutano tutta una serie di elementi solo all’apparenza ragionevoli, che sono in realtà quasi impossibili da valutare oggettivamente. Questo apre a una discrezionalità enorme nelle scelte».
L’altro fronte riguarda il posto da coprire: un funzionario tecnico destinato all’Ambiente.
Fratelli d’Italia contesta «la scelta inusuale di settorializzare le progressioni come si capisce dal primo bando pubblicato, l’Amministrazione Cacciotto intende portare avanti le progressioni dettagliando i profili. Formalmente la procedura è aperta, ma quanti dipendenti comunali hanno davvero i requisiti richiesti. Se i requisiti restringono artificialmente e concretamente la platea fino a individuare virtualmente un unico possibile vincitore, allora il tema politico esiste eccome».
L’articolo 3 del bando ammette i dipendenti di ruolo del Comune appartenenti all’area degli istruttori e in possesso dei requisiti indicati, fra i quali una delle lauree elencate. Non richiede di lavorare già nel servizio Ambiente. Resta la sorte della procedura che Cocco indica come sospesa. Il percorso transitorio richiamato dal testo del 2025 non è venuto meno semplicemente con la fine di quell’anno: il contratto nazionale firmato il 23 febbraio 2026 ne ha prorogato il termine al 31 dicembre 2026. «Abbiamo chiesto di vedere tutti gli atti e porteremo la questione in Aula con una nuova interrogazione. Basta ai percorsi opachi di questa Amministrazione. Le progressioni devono valorizzare l’esperienza, non possono trasformarsi in procedure dominate dalla discrezionalità».