Il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, ha aperto a Cagliari i lavori del Comitato di Sorveglianza del Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2021-2027. Sulla dotazione finanziaria e sugli obiettivi interviene l'esponente della Giunta: “Il FESR, con oltre 1,58 miliardi di euro a disposizione della Sardegna, è fondamentale per la nostra politica di sviluppo. Interviene su imprese e energia, mobilità e inclusione, città e territori. Ambiti diversi che fanno parte di un’unica programmazione, capace anche di aggiornarsi quando cambiano i bisogni.”
L'Autorità di Gestione, Elisabetta Neroni, ha illustrato lo stato di attuazione aggiornato al 10 settembre. Su uno stanziamento totale di 1.581,04 milioni di euro, le risorse assegnate ammontano a 1.360,10 milioni e quelle attivate si attestano a 1.315,73 milioni (pari all'83% del Programma). Le risorse mobilitate sui progetti raggiungono i 1.090,94 milioni, a fronte di un costo ammesso nel sistema di monitoraggio di 910,52 milioni. I pagamenti sono pari a 239,4 milioni e la spesa certificata a 201,7 milioni. Sul fronte del Finanziamento non collegato ai costi, risultano raggiunti 180 dei 266 atti di concessione previsti (67,7%) con scadenza al 15 novembre 2026.
L'analisi dei settori di intervento rileva 249 proposte finanziate per la digitalizzazione delle Pmi (oltre 34 milioni di euro), 42 interventi per la messa in sicurezza ambientale e 14 operazioni sulle reti del sistema idrico (56 milioni). Per le aree interne le 15 strategie comprendono 59 progetti per quasi 46 milioni. Nelle aree urbane sono state approvate le programmazioni di Sassari, Carbonia, Oristano e Cagliari, mentre quelle di Iglesias, Nuoro e Olbia sono in fase di chiusura.
Il Comitato ha esaminato la proposta di riprogrammazione che destina 34,95 milioni di euro (con oltre 33 milioni di quota Fesr) alla nuova priorità sull'abitare accessibile. Su questa scelta Meloni precisa: “La casa è un’infrastruttura sociale: riguarda la vita delle famiglie, l’autonomia dei giovani, la possibilità di trattenere e attrarre lavoro qualificato e la tenuta dei territori interni. Per questo abbiamo scelto di potenziare la dimensione sociale della politica di coesione”.
Il vicepresidente affronta inoltre il tema del divario geografico e delle normative europee: “Essere un’isola comporta svantaggi strutturali che incidono sui trasporti, sull’energia, sull’accesso ai mercati e sulla capacità di attrarre investimenti e capitale umano. La nuova Strategia europea per le isole riconosce queste specificità. La Sardegna chiede ora che se ne tenga conto anche nelle regole sugli aiuti di Stato, prevedendo condizioni di sostegno adeguate agli svantaggi che derivano dall’insularità.”
Ai lavori hanno preso parte i rappresentanti della Commissione europea (Ioannis Kroustalis), del Dipartimento per le Politiche di Coesione (Daniele David) e del Ministero dell'Economia (Gaetano Ierardi). Durante la seduta sono stati illustrati modelli di sviluppo locale e di integrazione dei fondi Fesr e Fse+, tra i quali l’ITI C.A.S.A. Parte Montis, il Cammino Minerario di Santa Barbara e l'iniziativa "Sentieri per tutti".