Cinquanta milioni di euro per le piccole imprese sarde: a Cagliari parte l'appalto per scegliere chi gestirà i fondi regionali

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L'assessorato al Lavoro cerca operatori finanziari per smistare i prestiti agevolati destinati a start-up e cooperative. Le aziende non possono ancora presentare domanda: la scadenza di settembre riguarda esclusivamente i futuri amministratori del capitale.

La macchina amministrativa regionale mette in circolo cinquanta milioni di euro, con la possibilità di arrivare fino a ottanta, per tentare di rianimare il tessuto produttivo isolano e dare ossigeno a chi fatica a ottenere credito dalle banche tradizionali. L'operazione è partita ufficialmente l'11 agosto a Cagliari con l'indizione di una procedura aperta, ovvero una gara d'appalto pubblica. L'obiettivo immediato non è ancora distribuire il denaro agli imprenditori, ma selezionare i soggetti che avranno il compito materiale di gestire e smistare i due serbatoi economici creati dalla Regione: il Fondo Microcredito e il Fondo Cooperative. Entrambi gli strumenti rientrano sotto l'ombrello direttivo della Sfirs, la società finanziaria di proprietà dell'amministrazione sarda incaricata di manovrare il capitale pubblico.

Il primo ramo dell'intervento, il Fondo Microcredito, è costruito su misura per chi deve far nascere un'azienda da zero o si trova nella fase di primissimo avvio, la cosiddetta start up. I piani di investimento ammessi partono da un minimo di 15 mila fino a un massimo di 75 mila euro, soglia che sale a 100 mila se a chiederli è una società a responsabilità limitata. Il meccanismo studiato per alleggerire il peso del debito combina un prestito a tasso zero con una sovvenzione a fondo perduto del trenta per cento. Questo significa che quasi un terzo del capitale ricevuto dall'imprenditore non dovrà mai essere restituito alle casse pubbliche, abbassando radicalmente il rischio d'impresa.

A inquadrare la portata politica dell'operazione è l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, che punta l'attenzione proprio sulla natura del finanziamento. “Con l’indizione della gara compiamo un ulteriore passo verso l’attivazione di strumenti finanziari innovativi, pensati per accompagnare le imprese e le cooperative sarde nei percorsi di avvio, crescita e consolidamento. La presenza di una componente a fondo perduto rappresenta una novità importante e rafforza la capacità dell’intervento di sostenere anche quei soggetti che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito”.

Il bersaglio della misura è quella fascia di popolazione abitualmente tagliata fuori dai circuiti finanziari convenzionali. “Con questo intervento – prosegue l’esponente della Giunta – mettiamo a disposizione del sistema produttivo regionale risorse significative per favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, creare opportunità occupazionali e sostenere il consolidamento delle imprese cooperative. Vogliamo rivolgerci in particolare ai disoccupati, ai giovani, alle donne e a tutti quei soggetti che, pur avendo capacità e idee imprenditoriali, incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al credito”.

Il secondo pilastro della manovra è il Fondo Cooperative, uno strumento parallelo pensato con cifre più corpose, dai 50 mila ai 250 mila euro, per permettere alle società cooperative sarde di rafforzarsi a livello strutturale, aumentare il proprio capitale o finanziare la nascita di nuove realtà all'interno del medesimo settore.

C'è tuttavia un passaggio burocratico che detta i tempi dell'intera macchina e che scandisce l'accesso materiale ai soldi. La gara appena pubblicata sulla piattaforma telematica per gli appalti regionali, SardegnaCAT, serve esclusivamente a individuare i futuri gestori di questi cinquanta milioni. Le offerte per accaparrarsi l'amministrazione dei conti scadranno alle ore 13:00 del 24 settembre 2026. Fino a quel momento, un disoccupato, un artigiano o una cooperativa non possono presentare alcuna richiesta di denaro. Solo dopo che l'assessorato avrà scelto chi deve smistare i fondi, verranno pubblicati gli avvisi definitivi rivolti direttamente ai lavoratori e alle imprese per l'erogazione effettiva dei bonifici.