Il coordinamento politico attacca il sindaco e la giunta per la mancata risoluzione della convivenza tra le due società sportive cittadine. L'appello ai consiglieri: inaccettabile andare avanti con concessioni temporanee senza bandi pubblici.
La gestione del campo comunale da rugby di Maria Pia si trasforma nell'ennesimo terreno di scontro politico ad Alghero. A sollevare la questione è la sezione locale dei Riformatori Sardi, che punta il dito contro i vertici dell'amministrazione cittadina accusandoli di portare avanti una strategia del silenzio di fronte a un anno di totale incertezza amministrativa. Nel mirino del gruppo politico ci sono le continue esitazioni che hanno impedito di trovare una soluzione pacifica e definitiva per far convivere le due società sportive che reclamano il diritto di utilizzare il prato cittadino.
L'accusa mossa al sindaco, al vicesindaco e all'intera giunta è quella di non volersi assumere alcuna responsabilità politica. I Riformatori denunciano una lunga sequenza di annunci a vuoto, rinvii, bandi promessi e mai pubblicati, fino all'utilizzo sistematico di affidamenti provvisori, concessioni temporanee che aggirano di fatto l'assegnazione strutturale e definitiva dell'impianto. Una situazione che ha generato una gestione dei beni pubblici ritenuta non equa, privando una delle realtà sportive del sacrosanto diritto di accedere agli spogliatoi e al prato verde.
Il dito è puntato anche contro la maggior parte dei rappresentanti seduti in Consiglio comunale, colpevoli di osservare la disputa senza intervenire. Da qui l'appello diretto ai consiglieri affinché prendano una posizione pubblica per chiarire la propria visione sulla regolarità e sull'imparzialità delle procedure adottate dal municipio fino a questo momento. Le parole usate dal coordinamento non lasciano spazio a interpretazioni intermedie: "Quando si discute di trasparenza, imparzialità amministrativa e corretta gestione di un patrimonio pubblico, il silenzio non è una posizione neutrale. Chi rappresenta i cittadini ha il dovere dell'onestà intellettuale, anche quando questo significa assumere posizioni scomode. Chi, invece, sceglie di non esporsi finisce inevitabilmente per rendersi complice di una gestione opaca che continua ad alimentare dubbi e sfiducia nelle istituzioni".
Il nodo centrale resta l'incomprensibile impossibilità, fino ad oggi, di far convivere due associazioni dilettantistiche sullo stesso terreno di gioco di proprietà municipale. I Riformatori pretendono l'immediato varo di regole certe per lo sport locale, ribadendo che la struttura del quartiere di Maria Pia non può essere considerata proprietà privata di una singola fazione sportiva, ma resta un bene dell'intera città che l'amministrazione ha il dovere di gestire alla luce del sole e nell'interesse esclusivo della collettività algherese.
![]()