La Regione inietta milioni negli ospedali sardi e vara gli ambulatori mobili per i piccoli paesi

Alessandra Todde
La presidente Alessandra Todde illustra in Consiglio regionale la manovra finanziaria per la sanità. Stanziati fondi per incentivare i medici nelle aree disagiate, potenziare l'elisoccorso e completare le strutture territoriali previste dai fondi europei.

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha presentato oggi nell'aula del Consiglio regionale di Cagliari la modifica finanziaria al bilancio dedicata al comparto sanitario. Il documento rappresenta un'integrazione economica alle leggi già approvate dalla Giunta per tentare di riorganizzare il settore. Davanti all'assemblea, Todde ha spiegato come la manovra serva a consolidare le azioni intraprese, difendendo la decisione politica di mantenere per sé la delega alla Sanità: «Vedo molta attenzione su chi ricopre questa delega in Sardegna e molta meno quando la stessa scelta viene fatta in altre Regioni. Quello che conta davvero è la capacità di raggiungere risultati concreti». Ha poi tracciato il bilancio delle recenti assunzioni, con l'ingresso di cinquecento medici, mille infermieri, duecento professionisti stranieri e cinquanta tecnici di laboratorio, a cui si aggiunge lo spostamento di cento medici di base verso le sedi rimaste scoperte per riaprire i presidi di guardia medica sul territorio.

Il dibattito si è concentrato sulla complessa gestione dei pronto soccorso dopo la decisione della Regione di interrompere l'utilizzo dei medici a gettone, i liberi professionisti pagati per singolo turno lavorativo con costi elevati per le casse pubbliche. L'amministrazione ha scelto di investire il denaro nel personale pubblico attraverso incentivi economici, chiedendo sforzi aggiuntivi agli strutturati per coprire i buchi d'organico. Todde ha precisato che al momento l'unica vera criticità si registra nell'ospedale di Isili, dove si lavora a una soluzione con i sindaci locali, mentre a Sorgono è da poco entrato in servizio un nuovo medico per gestire una media di dieci accessi quotidiani. Sul fronte delle lunghe liste d'attesa, i vertici delle aziende sanitarie hanno ricevuto l'ordine di trasmettere ogni settimana i dati ai server nazionali per permettere un confronto trasparente con le altre realtà italiane.

Entrando nel dettaglio dei conti, il nuovo documento stanzia oltre trentatré milioni di euro per i prossimi tre anni, destinati a premiare economicamente medici e infermieri disposti a lavorare nei territori più isolati o disagiati. A questi si aggiungono undici milioni e mezzo per sostenere fino al 2034 il servizio di elisoccorso per le emergenze. Un blocco massiccio di fondi riguarda l'edilizia sanitaria locale: la Regione ha recuperato centodieci milioni di euro provenienti dai fondi europei di ripresa post-pandemia per costruire diciassette ospedali di quartiere e cinquantanove strutture ambulatoriali diffuse sull'isola, aggiungendo ulteriori venti milioni dal bilancio sardo per garantire l'effettiva chiusura dei cantieri. Per i paesi più piccoli, dove costruire edifici fissi risulterebbe impossibile, la Giunta ha ideato un sistema di ambulatori mobili finanziato con cinque milioni di euro, mezzi itineranti che porteranno periodicamente i servizi medici nelle piazze a favore degli anziani e delle persone con difficoltà di movimento.

La manovra tocca infine il sistema di assistenza sociale, aumentando di quasi quattordici milioni il sussidio regionale per le famiglie in povertà, portando il fondo totale a oltre cinquantadue milioni di euro. Cinquantasei milioni serviranno in tre anni per attirare nell'isola lavoratori a distanza e favorire il rientro dei giovani emigrati, mentre cinquantatré milioni garantiranno la presenza fissa degli infermieri nelle residenze socio-sanitarie. I fondi serviranno anche a stabilizzare i dipendenti precari delle reti di assistenza comunale e ad abbassare le rette pagate dai pazienti nelle strutture per anziani. Vengono inoltre coperti i costi per fornire i sensori di misurazione automatica della glicemia a circa ventimila pazienti diabetici, per risarcire i maggiori oneri delle farmacie rurali, per contrastare la malattia infettiva della dermatite bovina e per finanziare con oltre due milioni di euro il personale impiegato nei trapianti di organi. L'intervento della presidente si è concluso con l'analisi delle tempistiche necessarie per far funzionare la macchina pubblica: «I risultati non arrivano dall’oggi al domani, ma il nostro impegno continuerà fino a raggiungerli».