La riqualificazione fisica degli spazi come strumento per innalzare la qualità della didattica e arginare l'abbandono. La Giunta sblocca due linee di finanziamento rivolte ai Comuni, con un focus su sicurezza sismica, efficienza energetica e aiuti diretti ai piccoli enti per superare l'ostacolo delle progettazioni preliminari.
Un investimento massiccio di 83,5 milioni di euro per trasformare gli istituti scolastici sardi in ambienti sicuri, sostenibili e al passo con le esigenze educative contemporanee. È l'architettura finanziaria dell'ultimo Avviso pubblico lanciato dall'Assessorato regionale della Pubblica Istruzione.
L'operazione attinge alle risorse della programmazione FSC 2021-2027 (il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, lo strumento di finanza pubblica nazionale concepito per riequilibrare i divari economici territoriali) e si innesta nel solco di Iscol@, il Piano straordinario di edilizia scolastica della Regione Sardegna. I destinatari dei fondi sono i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane, che avranno a disposizione una finestra temporale compresa tra il 23 settembre e il 23 ottobre 2026 per presentare le proprie candidature. L'intero iter burocratico sarà gestito telematicamente attraverso ARES (l'Anagrafe Regionale Edilizia Scolastica, il database istituzionale che mappa e censisce lo stato di salute strutturale di tutti gli edifici scolastici dell'Isola).
Il plafond economico è stato ingegnerizzato su due binari distinti. La prima quota, pari a 44 milioni di euro, è destinata all'adeguamento strutturale e al netto miglioramento degli ambienti didattici, con la finalità di rafforzare le competenze di base degli studenti attraverso spazi più adeguati.
La seconda dotazione, del valore di 39,5 milioni di euro, interviene invece su un'emergenza pragmatica che affligge storicamente gli enti locali: il completamento di interventi edili già avviati ma rimasti in sospeso. Questi fondi serviranno a chiudere i cantieri nati sotto precedenti piani regionali o finanziati dalle linee di credito del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza europeo), a patto che i lavori da ultimare costituiscano dei "lotti funzionali", ovvero porzioni di infrastruttura che, una volta completate, risultino immediatamente utilizzabili e del tutto indipendenti dal resto dell'opera.
La ratio del provvedimento supera la semplice messa a norma dei solai o l'aggiornamento degli impianti termici. A esplicitare la visione politica e pedagogica del bando è l'assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, che individua nel cantiere edile una vera e propria arma contro l'emergenza educativa.
“Con questo Avviso mettiamo a disposizione degli enti locali risorse importanti per intervenire sulle scuole e migliorarne sicurezza, funzionalità e qualità educativa”, dichiara l'esponente della Giunta. “Non parliamo solo di edifici: parliamo dei luoghi in cui ogni giorno bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano, crescono, costruiscono relazioni e sviluppano competenze”.
Sotto questo profilo, la qualità dell'edilizia diventa uno scudo per combattere la dispersione scolastica nelle sue due varianti. La prima è quella "esplicita", che si traduce nel drammatico abbandono dei banchi di scuola prima del conseguimento del titolo di studio. La seconda è quella "implicita", un fenomeno più subdolo e altrettanto grave, che si verifica quando lo studente arriva al termine del ciclo di studi ma senza aver acquisito le competenze minime richieste dai test di valutazione. Vivere la giornata in ambienti luminosi, salubri, acusticamente isolati e flessibili favorisce la concentrazione e il senso di appartenenza alla comunità.
A tal proposito, l'assessora prosegue: “La dispersione scolastica non si affronta con un solo strumento. Ma una scuola più bella, sicura e funzionale può contribuire a rendere più forte il legame tra studenti, comunità scolastica e territorio. Investire negli spazi significa creare condizioni migliori per insegnare, apprendere e restare dentro il percorso formativo”.
I fondi non saranno distribuiti a pioggia, ma verranno assegnati mediante una rigorosa procedura valutativa a graduatoria. I parametri tecnici per scalare la classifica premieranno la qualità intrinseca dell'intervento, il volume della popolazione scolastica interessata, la certificazione di sicurezza sismica e gli standard di efficienza energetica raggiunti. Avranno un peso specifico determinante anche le logiche di razionalizzazione del sistema (come l'accorpamento strategico di più plessi comunali in un unico polo efficiente) e, soprattutto, l'incidenza degli indicatori statistici relativi al disagio sociale e di apprendimento del territorio richiedente.
Un ulteriore spartiacque per l'assegnazione sarà la cosiddetta "maturità progettuale", ovvero lo stadio di avanzamento e la precisione dei disegni tecnici preliminari ed esecutivi già in possesso del Comune al momento della domanda. Proprio su quest'ultimo punto si innesta un'azione collaterale di grande importanza curata dall'Unità di Progetto Iscol@. Le amministrazioni più piccole faticano immensamente ad accedere ai grandi fondi statali perché, non disponendo di liquidità nelle proprie casse, non riescono a incaricare i professionisti per redigere i progetti da candidare ai bandi, finendo per essere escluse in partenza.
Per spezzare questo circolo vizioso, la Regione non si limiterà a finanziare il mattone. Affiancata alla chiusura di una procedura negoziale specifica per le scuole superiori (la cui competenza ricade su Province e Città Metropolitane), la Giunta annuncia l'imminente pubblicazione di ulteriori misure strutturali. Tra queste, bandi dedicati alla fascia dell'infanzia (0-6 anni), risorse per il rinnovo degli arredi tecnologici e due specifici avvisi pubblici concepiti per anticipare agli enti locali i fondi liquidi necessari a pagare le indagini geognostiche e le progettazioni stesse.
“La Regione vuole costruire una programmazione più solida e più vicina ai territori”, evidenzia Portas. “Per questo interveniamo non solo sui cantieri, ma anche sulle fasi che li rendono possibili: conoscenza degli edifici, indagini, progettazione, qualità tecnica e capacità amministrativa”. L'obiettivo finale, come riassume l'assessora in conclusione, non lascia spazio a interpretazioni: “La scuola è una delle infrastrutture fondamentali delle comunità. Con Iscol@ vogliamo contribuire a costruire edifici più sicuri e ambienti più capaci di sostenere il diritto allo studio, l’inclusione e la crescita delle nuove generazioni”.