La governatrice Alessandra Todde illustra la manovra finanziaria in commissione. Priorità al taglio delle liste d'attesa per gli esami più critici e fondi anticipati alle Asl per chiudere la stagione dell'emergenza contabile.
I vertici della Regione portano i libri contabili in aula. La sesta commissione del Consiglio esamina la strategia medica. La governatrice Alessandra Todde blinda la manovra di assestamento. Il taglio delle liste d'attesa domina l'agenda. L'esecutivo usa i dati della piattaforma nazionale di monitoraggio. La Regione isola le procedure cliniche con i ritardi peggiori. La scelta politica convoglia i soldi verso gli imbuti critici. Colonscopie, gastroscopie e operazioni di cataratta avranno la priorità assoluta. Tempi rapidi. "Il monitoraggio ci restituisce particolari indici di sofferenza su alcune prestazioni, come colonscopie, gastroscopie e cataratte. Questo non significa trascurare le altre prestazioni, ma utilizzare nel modo più efficace le risorse disponibili, partendo dalle situazioni di maggiore criticità", dichiara la presidente. I consiglieri avranno accesso totale ai documenti tecnici. Trasparenza assoluta. "Abbiamo sempre lavorato in leale collaborazione con il Consiglio regionale e continueremo a farlo. La Commissione svolgerà le proprie valutazioni sulla base delle prerogative che le competono, mentre il nostro dovere è quello di fornire evidenze oggettive e trasparenti a supporto delle decisioni".
Il secondo pilastro della manovra finanzia l'assistenza sociale. La giunta stanzia un miliardo e mezzo di euro. Il piano per i servizi alla persona prende forma. Il documento nasce dopo otto incontri territoriali con i sindaci. L'obiettivo è cancellare le disparità geografiche tra i paesi sardi. Rete di supporto unificata. "Sono molto soddisfatta del confronto di oggi. Parliamo di un Piano ambizioso, costruito attraverso otto incontri territoriali e un ampio percorso di ascolto con amministratori, associazioni, operatori e stakeholder. L'obiettivo è offrire ai cittadini una rete di servizi più chiara, omogenea e facilmente accessibile, superando le differenze che oggi esistono tra le diverse aree della Sardegna", spiega Todde. Il quadro contabile riserva quindici milioni di euro. I soldi finanzieranno i rientri a domicilio dei pazienti. Un fondo specifico pagherà le rette delle comunità integrate. Le strutture assisteranno gli anziani. Sostegno ai comuni. "Vogliamo dare un supporto concreto ai sindaci, che ogni giorno si confrontano con i bisogni di una popolazione sempre più anziana. Per questo è fondamentale accompagnare i territori con strumenti adeguati e garantire servizi sempre più uniformi in tutta l'Isola".
L'ultimo capitolo dell'audizione affronta il deficit delle Asl. L'amministrazione regionale vuole ribaltare il metodo finanziario sardo. La Regione non coprirà più i debiti ospedalieri a posteriori. Stop agli aggiustamenti d'emergenza. Il governo isolano chiude i bilanci del 2023. L'esecutivo assegnerà in anticipo i fondi del biennio successivo. "Uno dei temi che dobbiamo cambiare è il fatto che, ogni anno, con l'assestamento vengano riallineati i bilanci delle ASL. È un meccanismo che va superato. Stiamo chiudendo il 2023 e lavorando contemporaneamente sul 2024 e sul 2025 proprio per consentire alle aziende di ricevere preventivamente la ripartizione delle risorse. Solo così potranno fare una vera programmazione", attacca la governatrice. Avere la cassa piena permetterà di assumere il personale. Il progetto calcola l'ingresso di mille infermieri. Arriveranno cinquecento medici. L'Isola aprirà le porte anche ai professionisti stranieri. Corsie di nuovo piene. "Vogliamo creare le condizioni per introdurre nel sistema sanitario regionale le nuove figure professionali già programmate: mille infermieri, cinquecento medici e la possibilità di inserire medici stranieri. L'obiettivo è dare finalmente alla sanità sarda gli strumenti per affrontare le sfide future con una programmazione stabile e una capacità di risposta sempre più efficace ai bisogni dei cittadini".
![]()