Navi per la Sardegna sovvenzionate per soli otto mesi: scontro alla Camera sulle regole dei bandi statali

Ghirra
  La deputata Ghirra accusa il dicastero dei Trasporti di tagliare fuori l'estate e abbandonare le merci. Il Governo conferma le gare europee respingendo le richieste di modifica. Il braccio di ferro sui traghetti per l'Isola finisce nelle aule del Parlamento. Il trentuno marzo del 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato tre bandi europei per assegnare a compagnie private la gestione delle rotte marittime sovvenzionate dallo Stato.

  I contratti coprono i viaggi tra Genova e Porto Torres, tra Napoli, Cagliari e Palermo, e sulla linea che unisce Civitavecchia ad Arbatax e al capoluogo sardo. L'operazione dovrebbe garantire il diritto alla mobilità per chi vive circondato dal mare, ma la deputata dell'opposizione Francesca Ghirra innesca la polemica politica denunciando una gara a pezzi che assicura gli oneri di servizio pubblico solo dal primo ottobre al trentuno maggio. Un buco di quattro mesi in piena estate. La parlamentare dei Progressisti accusa il Governo di mentire sui reali bisogni dell'Isola e di ignorare le proteste dell'assessorato regionale e delle imprese locali.

  La critica si poggia sui bilanci delle aziende. Senza navi capienti e stabili per dodici mesi all'anno, i costi di trasporto per far viaggiare le merci rischiano di schiacciare le produzioni sarde, che nel primo trimestre dell'anno hanno già registrato un crollo delle esportazioni superiore al ventuno per cento. Da qui la richiesta formale di ritirare e riscrivere i documenti di gara per difendere il principio costituzionale di insularità e garantire spazi minimi a bordo per i prodotti agroalimentari. La risposta dell'esecutivo arriva per voce del sottosegretario ai Trasporti Tullio Ferrante, che respinge la ricostruzione della deputata e blinda i bandi.

  Il rappresentante del ministero spiega che le regole scritte nei documenti ricalcano le richieste emerse durante le consultazioni pubbliche, innalzando la capacità di carico rispetto al passato. I tecnici romani, per evitare rincari sui biglietti e sui noli, hanno deciso di far pagare allo Stato la tassa europea sulle emissioni inquinanti, il sistema conosciuto con l'acronimo ETS, che altrimenti si sarebbe scaricato sui portafogli dei viaggiatori. Il Governo boccia anche la richiesta di istituire la rotta Livorno-Arbatax-Cagliari, spiegando che la legge comunitaria permette di spendere soldi pubblici solo quando si verifica un fallimento di mercato, ovvero quando nessun privato vuole coprire volontariamente quella tratta. Su quel tratto di mare, precisa il sottosegretario, ci sono già due vettori che trasportano i camion senza prendere alcun incentivo statale. Sullo scontro per le quote di spazio da riservare obbligatoriamente agli animali vivi, il dicastero risponde opponendo ragioni sanitarie e limiti logistici.

  Viaggiare nei mesi estivi con carichi di bestiame nelle stive di navi piene di turisti crea enormi difficoltà, a causa delle temperature torride e delle rigide regole sanitarie che separano l'igiene dei passeggeri dal benessere animale. Questo tipo di trasporto delicato, chiarisce il dicastero, è già garantito dai mercantili che viaggiano in regime di libero mercato senza turisti a bordo. Il confronto si chiude sulle responsabilità politiche dell'iter burocratico. Il ministero certifica la propria disponibilità ad aprire un tavolo tecnico con la Regione autonoma della Sardegna per migliorare i collegamenti marittimi nel prossimo futuro, ma difende il procedimento appena concluso. Il sottosegretario annota agli atti della Camera che il dialogo con l'amministrazione isolana è rimasto aperto fino al giorno della pubblicazione delle gare, senza che dagli uffici della Regione arrivasse alcuna ulteriore richiesta o osservazione formale per modificare le regole.