La fitta nebbia amministrativa che avvolge la mancata realizzazione della nuova cabina primaria di Alghero si arricchisce di nuovi, inaspettati elementi. Mentre gli schieramenti politici continuano a darsi battaglia a colpi di determine provinciali e rimpalli di responsabilità tra l'attuale Giunta e la precedente consiliatura, nel dibattito pubblico irrompono un documento ufficiale finora rimasto in ombra e le pesanti dichiarazioni social di una figura tecnica.
Partiamo dal dato documentale e inoppugnabile. Agli atti risulta un comunicato stampa diramato da Terna in data 12 marzo 2024. Per orientare il lettore in questa complessa architettura energetica, è fondamentale chiarire la differenza tra gli attori in campo: mentre E-Distribuzione (spesso citata nei giorni scorsi) è la società che gestisce i cavi locali che portano la corrente di media e bassa tensione nelle nostre case, Terna è il colosso statale che possiede e gestisce l'intera rete di trasmissione nazionale ad altissima tensione, ovvero le grandi "autostrade" dell'energia.
Il documento di Terna, analizzato dalla redazione, annunciava in primavera l'avvio di un massiccio iter autorizzativo per la provincia di Sassari, quantificando un investimento di ben 45 milioni di euro. Il cuore di questo progetto riguardava proprio la città catalana: il testo specifica infatti la «connessione della nuova Cabina Primaria "Alghero Sud", di proprietà del distributore locale, all'esistente linea a 150 kV "Padria-Alghero" attraverso la realizzazione di due cavi interrati lunghi complessivamente circa 20 km». Un'opera che, si legge ancora nel comunicato, avrebbe permesso la demolizione di 4 chilometri di vecchie linee aeree e l'abbattimento di 8 tralicci tra i comuni di Alghero e Putifigari. Dalle carte ufficiali del marzo del 2024, dunque, emergeva il quadro di un'infrastruttura il cui iter procedeva a passo spedito e in stretta sinergia con i ministeri romani.
Ad accendere ulteriormente i riflettori su ciò che è accaduto dietro le quinte in questi anni è però una voce che si è levata nelle ultime ore attraverso i social network. A intervenire pubblicamente nel dibattito è Vittorio Scognamillo, un professionista che dal proprio profilo si qualifica apertamente come uno dei tecnici incaricati di disegnare l'infrastruttura. A totale garanzia del diritto di cronaca e mantenendo la doverosa terzietà redazionale rispetto ad affermazioni di cui l'autore si assume la piena responsabilità pubblica, riportiamo i passaggi salienti del suo intervento.
«Sono stato uno dei progettisti della nuova cabina primaria denominata Alghero Sud, da realizzarsi nel 2026 in località Sa Londra», esordisce Scognamillo nel suo commento, tracciando poi una cronologia che entra in rotta di collisione con le recenti ricostruzioni della politica. «Nel 2022 si avviò l'iter autorizzativo, progetto preliminare e esecutivo pronto... sito di costruzione definito... solo da acquistare... appalto pronto... realizzazione prevista nel 2026... con PNRR!».
A questo proposito, è utile ricordare che la sigla PNRR indica il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ovvero il maxifondo di derivazione europea destinato a finanziare opere strategiche entro scadenze rigidissime; perdere un finanziamento agganciato a tali fondi significa, molto spesso, veder sfumare definitivamente l'opera.
La ricostruzione del presunto progettista si trasforma poi in un atto d'accusa diretto contro gli uffici comunali, sposando di fatto la tesi dei ritardi amministrativi: «Diversi incontri con l'amministrazione del Comune di Alghero, nascita del comitato... E-Distr[ibuzione] abbandona l'investimento... a oggi la Cabina Primaria sarebbe stata realizzata.... ma proprio il Comune non si espresse nonostante diversi incontri... quindi le cause sono proprio da ricercare in questa inerzia».
Ma il passaggio che più di tutti rischia di rimescolare le carte del dibattito politico cittadino arriva in un secondo intervento dello stesso utente, che smentisce frontalmente la versione fornita solo sabato 4 luglio dai capigruppo di maggioranza. Mentre l'esecutivo guidato da Raimondo Cacciotto aveva motivato l'arenarsi del primo progetto con una sonora bocciatura paesaggistica da parte della Regione Sardegna, la voce tecnica sui social offre una verità diametralmente opposta: «Il progetto era regolare, è mancata soltanto la volontà del Comune di Alghero [...] Non ci fu nessun vincolo paesaggistico o altro... mancò la volontà del Comune per concludere... il resto lo conosciamo».
Dichiarazioni pesanti che, affiancate agli investimenti milionari annunciati da Terna appena due anni fa, rischiano di trasformare la vicenda della rete elettrica algherese in un vero e proprio caso politico di questo inizio estate fatto di disservizi elettrici e blackout.