Il dibattito sulla costruzione della nuova cabina primaria di Alghero, l'opera necessaria per potenziare la rete elettrica cittadina, si è trasformato in un aspro confronto politico. Dopo la smentita diffusa dai capigruppo di maggioranza, il consigliere della Lega Michele Pais ha rilanciato, accusando l'Amministrazione di aver eluso il confronto nelle sedi istituzionali competenti. Al centro della sua critica vi è il mancato passaggio della pratica in Consiglio comunale, che Pais definisce come l'unico organo titolato a esprimersi su simili interventi.
«La maggioranza nel rispondere alla mia denuncia, evita accuratamente di rispondere alla domanda fondamentale: perché nel 2024 la pratica relativa alla cabina primaria "Alghero Sud" non è mai stata portata all'esame del Consiglio comunale, unico organo competente a esprimersi?» incalza il consigliere leghista. In questo passaggio, è utile spiegare al lettore che quando si parla di competenza del Consiglio comunale in materia urbanistica, ci si riferisce a una procedura tecnica precisa: la concessione di una "deroga". Poiché l'area inizialmente individuata per l'opera ricadeva in zona agricola, per costruirvi un impianto industriale sarebbe stato necessario un atto del Consiglio che autorizzasse una deroga alla destinazione d'uso prevista dal piano regolatore. Pais prosegue affermando: «Quali interessi indicibili si nascondono? La verità è che sono stati colpevolmente persi due anni e oggi gli algheresi ne stanno pagando il prezzo con blackout continui, danni economici e rischi per la sicurezza. Anche dell’Ospedale».
Il consigliere entra poi nel merito dei rilievi urbanistici che, secondo la maggioranza, avrebbero giustificato le difficoltà dell'iter, ribattendo: «È altrettanto falso sostenere che il progetto non fosse conforme alla destinazione d’uso del terreno: le cabine primarie, in quanto opere di pubblica utilità e considerate di urbanizzazione primaria, sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica delle aree. Dire il contrario significa ingannare i cittadini». A chiusura del suo intervento, Pais annuncia di voler portare la questione nelle sedi ispettive: «Si convochino immediatamente le commissioni competenti per analizzare tutti gli atti e l'iter. Oggi non è il tempo delle giustificazioni. È il tempo della verità».
La replica a queste dichiarazioni non si è fatta attendere. A rispondere è Christian Mulas, presidente della Commissione Ambiente, che ribalta il quadro accusando l'opposizione di scarsa coerenza politica. «Leggo con stupore le dichiarazioni del consigliere Michele Pais, che oggi accusa la maggioranza di aver perso due anni sulla questione della rete elettrica cittadina. La realtà, però, è ben diversa e i fatti parlano chiaro», esordisce Mulas. Per contestualizzare questo botta e risposta, va ricordato che la Commissione Ambiente, presieduta dallo stesso Mulas, è l'organo del Consiglio in cui vengono esaminate tecnicamente le pratiche prima che arrivino in aula per il voto finale. Mulas specifica infatti: «Già nel 2023, insieme all'allora assessore Piras, portammo il tema del potenziamento della rete elettrica e della necessità di individuare un'area per la realizzazione di una nuova cabina elettrica all'attenzione della Commissione Ambiente, da me presieduta e congiuntamente alla commissione urbanistica. In quella sede si cercò di avviare un confronto serio e responsabile per individuare una soluzione nell'interesse della città».
Mulas entra poi nel merito della condotta tenuta dalla Lega in quella fase, sollevando il tema della coerenza politica: «È quindi singolare sentire oggi il consigliere comunale della Lega dichiarare che sono stati colpevolmente persi due anni. Se davvero sono stati persi due anni, il consigliere dovrebbe ricordare anche chi contribuì a rallentare quel percorso. In quella stessa fase, infatti, alcuni esponenti della Lega si misero di traverso, affiancando un comitato spontaneo nato per opporsi alla realizzazione dell'opera. Oggi viene quindi spontaneo chiedersi: perché il consigliere Pais continua a puntare il dito contro gli altri, quando proprio il suo partito era tra coloro che ostacolavano l'intervento?».
Infine, il presidente della Commissione Ambiente riprende le argomentazioni tecniche già esposte dalla maggioranza, sottolineando come la natura del problema sia complessa e non riducibile a una singola omissione amministrativa: «Va, inoltre, ricordato che nel precedente procedimento il Servizio Tutela del Paesaggio della Regione Autonoma della Sardegna aveva rilevato specifiche criticità paesaggistiche, esprimendo l’inammissibilità dell’istanza allo stato degli atti e suggerendo, proprio in ragione della rilevanza pubblica dell’intervento, di valutare altre localizzazioni. Gli atti dimostrano che le criticità erano già emerse nel 2023 nell’ambito del procedimento originario e riguardavano, tra l’altro, profili di compatibilità paesaggistica e di corretta localizzazione dell’opera. Su temi strategici come le infrastrutture energetiche serve coerenza e senso di responsabilità, non polemiche costruite dimenticando quanto accaduto appena pochi anni fa».