L'ex sindaco di Alghero Conoci boccia la tassa sui voli: "La Regione ritiri la gabella e faccia pace con le compagnie"

Conoci

Mario Conoci definisce un inganno l'addizionale comunale sui biglietti aerei e accusa la giunta di minare la competitività della Sardegna. L'appello agli amministrator locali per rompere il silenzio.

La cosiddetta addizionale comunale sui biglietti aerei, il balzello applicato al costo del passaggio d'imbarco, finisce sotto il fuoco incrociato della politica locale. A scagliare la pietra è Mario Conoci, già primo cittadino di Alghero. L'ex amministratore svela senza mezzi termini l'anomalia del tributo, chiarendo che “la cosiddetta ‘addizionale comunale’ sui biglietti aerei è una truffa lessicale, infatti non finanzia i comuni sede di aeroporto e i comuni non hanno alcun potere sulla sua applicazione”. Un paradosso burocratico che ha spinto Conoci a lanciare un appello diretto agli amministratori del territorio affinché non restino in silenzio di fronte alle dinamiche dei trasporti, nodo vitale per il futuro dell'isola.

Il bersaglio dell'intervento è la linea politica adottata dall'attuale Giunta regionale. Per Conoci, la decisione di mantenere in vigore l'imposta e di alzare le barricate contro i vettori aerei si traduce in un danno diretto per il tessuto economico sardo. In un mercato globale dove le compagnie decidono quotidianamente dove dirottare aerei e capitali, l'ex sindaco invoca un capovolgimento di prospettiva, chiedendo che le imprese di volo vengano considerate come partner strategici e non come controparti. L'isola si trova infatti a misurarsi con altre regioni italiane e con innumerevoli mete affacciate sul Mediterraneo. Rimanere un passo indietro sul fronte fiscale, si legge nel comunicato, significa regalare ai concorrenti passeggeri, flussi turistici e posti di lavoro.

La ricetta proposta per uscire dallo stallo passa per un abbattimento del prelievo erariale, condizione posta come necessaria per moltiplicare rotte e opportunità. Secondo questa analisi, la difesa del tributo non può assurgere a obiettivo politico. Una Sardegna più connessa e affrancata dallo svantaggio geografico genererebbe una maggiore ricchezza complessiva, garantendo al sistema pubblico entrate superiori attraverso i consumi, la produttività e la creazione di valore sul territorio. Il documento si esaurisce con una esortazione rivolta ai vertici regionali. La richiesta è di non limitarsi alla conservazione degli equilibri passati, ma di costruire un piano industriale basato su scelte ambiziose: azzerare gli ostacoli normativi per consentire alla Sardegna di competere sul mercato alla pari con gli altri territori, senza pretendere alcun privilegio.