La tassa sui biglietti aerei paralizza l'aeroporto di Alghero: Fratelli d'Italia processa la giunta regionale e il sindaco

Alessandro Cocco

Il capogruppo Alessandro Cocco attacca la presidente Todde e l'assessora Manca per la mancata abolizione del tributo statale. Nel mirino delle opposizioni finiscono anche il silenzio del primo cittadino Cacciotto e l'operato del consigliere regionale Di Nolfo di fronte all'allarme lanciato da Ryanair.

L'ultimatum dettato dai vertici di Ryanair innesca la reazione dell'opposizione algherese e si trasforma in una requisitoria contro le sedi istituzionali. Al centro del fuoco incrociato c'è il mantenimento dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco, la gabella imposta dallo Stato su ogni singolo biglietto staccato ai passeggeri per rimpinguare le casse previdenziali e i bilanci dei municipi. Il mancato azzeramento del tributo, richiesto a gran voce dal vettore irlandese in cambio di nuovi investimenti sull'Isola, ha spinto Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia ad Alghero, a depositare un atto d'accusa formale contro la filiera di governo regionale e cittadina.

La critica investe in primo luogo i palazzi cagliaritani di viale Trento. Cocco punta l'indice contro le dilazioni della presidenza e dell'assessorato ai Trasporti, inquadrando l'incertezza burocratica come un danno diretto all'economia del territorio: «Le dichiarazioni di Ryanair sono un allarme pesantissimo per la Sardegna e soprattutto per Alghero. La Presidente Todde e l’assessore Barbara Manca stanno tergiversando sull’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, ma ogni giorno perso si sta trasformando in una perdita per il nostro aeroporto». La disamina dell'esponente di minoranza prosegue richiamando la funzione vitale dello scalo: «È gravissimo che Regione e assessorato ai Trasporti continuino a perdere tempo senza mai dire cosa intendano fare per Alghero. È l’infrastruttura decisiva per l'economia turistica del Nord-Ovest».

L'esponente di Fratelli d'Italia rivendica l'iniziativa politica della propria fazione, bocciata sui banchi dell'aula sarda, evidenziando lo scarto tra le mosse della giunta isolana e quelle del resto della Penisola. Nelle parole del capogruppo algherese trova spazio il richiamo alla manovra presentata nei mesi scorsi: «La proposta di Fratelli d’Italia, portata in Consiglio regionale dal capogruppo Paolo Truzzu, era chiara: abolire l’addizionale e rendere competitivi gli aeroporti sardi. Il Campo Largo ha scelto invece il rinvio, mentre altre regioni raccolgono nuove rotte e nuovi investimenti». Il rinvio votato dalla coalizione di maggioranza di centrosinistra avrebbe dunque consegnato un vantaggio tattico alle altre regioni italiane pronte a detassare i voli per attrarre passeggeri.

Il fronte della polemica si sposta poi sulle scrivanie della politica locale. L'offensiva di Cocco prende di mira le figure istituzionali elette nel territorio, a partire dal consigliere regionale Valdo Di Nolfo, al quale viene contestata una presunta disattenzione verso le sorti dello scalo a fronte di altre priorità mediatiche: «È stato eletto per rappresentare il territorio. Ci dica cosa sta facendo per difendere la permanenza di Ryanair nell’aeroporto della sua città. Finora lo abbiamo visto più impegnato in polemiche sterili sui turisti israeliani che nella difesa concreta dei collegamenti di Alghero». Il medesimo richiamo all'ordine viene recapitato all'amministrazione comunale in carica e al primo cittadino Raimondo Cacciotto, accusato di assistere passivamente alle decisioni calate dall'alto: «Cacciotto dica alla città se sta facendo qualcosa, o se anche questa volta si limita ad assistere in silenzio alle scelte della Regione. Perché se Alghero perde collegamenti e passeggeri, non basteranno i soliti comunicati».

Il documento siglato dal consigliere sbarra la strada a qualsiasi compromesso al ribasso, legando a doppio filo la sopravvivenza economica del Nord Sardegna alla presenza degli aerei sulla pista. La chiosa di Cocco consegna l'ultimatum definitivo ai rappresentanti istituzionali chiamati in causa: «Senza voli non esiste destagionalizzazione o sviluppo. Todde, Manca, Di Nolfo e Cacciotto si diano una mossa. Alghero non può essere vittima dell’immobilismo regionale».