Il consigliere di opposizione interviene dopo l'attentato che ha incenerito le automobili dell'imprenditore Stefano Ledda. L'esponente del Carroccio parla di un'escalation senza precedenti per Alghero e annuncia battaglia nel consiglio comunale odierno per blindare la città.
Le fiamme che hanno divorato decine di automobili nel piazzale dell'autonoleggio antistante l'aeroporto di Alghero spingono l'opposizione a suonare l'allarme rosso sulla sicurezza cittadina. A stretto giro dal rogo notturno che ha colpito l'impresa di Stefano Ledda, a prendere la parola è il consigliere comunale in quota Lega, Michele Pais, che inquadra l'evento non come un fatto isolato, ma come l'apice di una strategia criminale ormai consolidata. «L’incendio devastante che questa notte ha distrutto decine di auto nel parcheggio e autonoleggio di fronte all’aeroporto di Alghero rappresenta un fatto gravissimo che segna un ulteriore salto di qualità in una spirale criminale ormai ben oltre il limite della tollerabilità», denuncia l'esponente politico, esprimendo totale solidarietà umana e istituzionale all'imprenditore, alla sua famiglia e ai dipendenti dell'azienda.
La lettura offerta da Pais allarga l'orizzonte all'intera scia di attentati, danneggiamenti e veicoli dati alle fiamme che da mesi affligge il territorio algherese. Per il consigliere, la sequenza di atti intimidatori ha ormai ampiamente superato la soglia di guardia, delineando una minaccia strutturale. «Non siamo più davanti a episodi isolati o casuali. Auto incendiate, attentati, danneggiamenti e atti intimidatori stanno delineando un quadro allarmante rispetto al quale serve una risposta straordinaria. Alghero non ha mai conosciuto, nella sua storia recente, un simile clima di paura e insicurezza», scandisce Pais, tracciando il perimetro di un'emergenza che colpisce direttamente il tessuto economico, il mondo del lavoro e l'immagine stessa della città costiera.
Per arginare la deriva, il rappresentante del Carroccio chiede di abbandonare le dichiarazioni di facciata e invoca la convocazione immediata di un vertice operativo che riunisca il municipio, le forze dell'ordine e il Prefetto, la massima autorità del governo sul territorio incaricata di coordinare gli apparati di sicurezza e l'ordine pubblico provinciale. L'obiettivo è quello di blindare le strade attraverso una strategia condivisa di prevenzione e controllo continuo. Una linea di fermezza che, secondo Pais, impone di congelare temporaneamente le divisioni partitiche in nome della tenuta civile: «Davanti a fatti di questa gravità devono cadere divisioni e appartenenze. Serve unità istituzionale e serve una città compatta nel difendere la legalità, il lavoro e la serenità dei cittadini. Chi pensa di poter intimidire Alghero deve trovare una comunità unita, forte e determinata a non arretrare».
La questione approderà formalmente sui banchi dell'assemblea cittadina già nelle prossime ore. Pais ha infatti annunciato l'intenzione di interrogare direttamente il sindaco per pretendere risposte concrete e misurabili. L'intervento del consigliere si chiude ribadendo la necessità di una presenza tangibile delle istituzioni, per scongiurare il rischio di un'assuefazione al crimine. «Lo Stato deve essere percepito presente – conclude – e i cittadini devono tornare a sentirsi sicuri. Non possiamo permettere che la paura diventi normalità o che il silenzio e l’assuefazione prendano il sopravvento. Nel Consiglio comunale di oggi chiederò al Sindaco quali siano le strategie dell'Amministrazione comunale, che ci vediamo in prima linea come comunità, nel contrasto deciso di quanto sta accadendo».