Il sindaco Raimondo Cacciotto interviene dopo il rogo notturno per frenare le speculazioni e sollecitare il potenziamento degli organici investigativi. Gli inquirenti seguono la pista delle azioni isolate.
Un nuovo rogo notturno divampato ad Alghero impone un intervento diretto delle istituzioni per arginare l'allarme sulla sicurezza pubblica. La scorsa notte un grave incendio ha colpito l'attività di proprietà di Stefano Ledda. Nelle ore immediatamente successive al fatto, il primo cittadino Raimondo Cacciotto ha contattato telefonicamente l'imprenditore per manifestare la solidarietà dell'amministrazione comunale e garantire la massima determinazione nell'affrontare l'emergenza di concerto con le forze dell'ordine e con la Prefettura, l'ufficio periferico del governo sul territorio provinciale.
L'attacco incendiario si inserisce in una scia di eventi che aveva già spinto l'esecutivo locale a muoversi in via preventiva. Nei mesi scorsi, infatti, il municipio catalano aveva formalmente inoltrato al Governo nazionale la richiesta di un rafforzamento dei presidi di sicurezza. L'istanza mirava a ottenere un incremento degli uomini in divisa e lo stanziamento delle dotazioni strumentali necessarie per condurre indagini complesse su reati di questa natura.
L'offensiva istituzionale si allarga ora ai banchi della politica. Cacciotto ha rivolto un appello a tutti i partiti, con un richiamo esplicito alle forze che hanno responsabilità di governo, affinché sostengano con fermezza la necessità di un intervento tangibile da parte dello Stato. La richiesta di un presidio maggiore viaggia in parallelo con l'invito a spegnere le polemiche infondate. Il sindaco ha chiesto pubblicamente alla classe politica di muoversi "con la necessaria cautela e senso di responsabilità nell'alimentare un dibattito pubblico basato su suggestioni e informazioni sommarie".
Il fascicolo sulle fiamme della scorsa notte è sul tavolo dei militari dell'Arma dei Carabinieri, che hanno già avviato tutte le attività di polizia giudiziaria, ovvero il complesso di indagini tecniche e interrogatori volti all'identificazione dei colpevoli su mandato della magistratura. La difficoltà del lavoro investigativo risiede nelle caratteristiche stesse dei roghi registrati nel recente passato ad Alghero. L'ipotesi al vaglio degli inquirenti indica che i vari episodi appaiono singoli e slegati tra loro, colpendo persone differenti in contesti del tutto diversi. Pur di fronte a un quadro criminale frammentato, i vertici dell'amministrazione comunale hanno ribadito la piena fiducia nello sforzo profuso dalle forze dell'ordine per rintracciare i responsabili e assicurarli alla giustizia.
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