I vertici del Partito Democratico schierano la senatrice Camusso a Cagliari: il governo centrale ha abbandonato le fabbriche sarde

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Venerdì mattina i rappresentanti regionali e nazionali del centrosinistra si riuniscono in via Emilia per denunciare il disinteresse di Palazzo Chigi sulle vertenze industriali. Sotto la lente i rincari energetici, il precariato e i faldoni aperti da Ceramica Mediterranea fino al polo di Porto Torres. Nel pomeriggio scatta il giro elettorale nell'hinterland.

La sede regionale del Partito Democratico della Sardegna, situata in via Emilia a Cagliari, apre le porte venerdì ventinove maggio alle ore undici per una conferenza stampa d'attacco contro l'esecutivo nazionale. L'oggetto della convocazione ruota attorno alle politiche industriali e del lavoro varate dal governo centrale, misure che secondo i promotori dell'incontro si stanno traducendo in un progressivo abbandono del tessuto produttivo sardo e dell'intero scacchiere del Mezzogiorno.

Al tavolo dei relatori siederà la senatrice democratica Susanna Camusso, affiancata dai vertici locali e nazionali della formazione politica. A comporre la delegazione saranno il segretario regionale Silvio Lai, il senatore Marco Meloni, il capogruppo in consiglio regionale Roberto Deriu e l'esponente della giunta sarda con delega all'Industria Emanuele Cani. Il gruppo ha il mandato di analizzare l'assenza di una strategia statale per il Sud, puntando l'indice contro l'incapacità di arginare l'aumento dei costi energetici, la precarizzazione dei contratti salariali e le storiche penalizzazioni economiche legate all'isolamento geografico dell'Isola.

Il disinteresse denunciato dai vertici del centrosinistra, unito ai ritardi sulle grandi opere infrastrutturali, si scontra con la realtà delle crisi aziendali lasciate senza un piano di salvataggio. L'analisi si calerà sui singoli faldoni industriali, dalle recenti emergenze occupazionali innescate dal tracollo della Ceramica Mediterranea e dalla società di telecomunicazioni Tiscali, fino ad arrivare alle ferite mai rimarginate dei grandi poli produttivi del Sulcis, dell'area cagliaritana di Macchiareddu e del sito di Porto Torres. L'accusa mossa a Roma è quella di dirottare gli investimenti di vitale importanza su altri territori, relegando le province meridionali al ruolo di periferia e scaricando i costi sociali della disoccupazione sulle singole comunità.

Di fronte a questo quadro, il Partito Democratico avanza una piattaforma di richieste che impone la stesura di un piano straordinario per il Sud e per i bacini produttivi in agonia. L'agenda del partito reclama un intervento statale mirato all'innovazione e alla manifattura, la protezione dei posti di lavoro qualificati e l'adozione di misure finanziarie mirate a compensare il divario insulare. Esaurito il confronto mattutino con la stampa, la missione sarda di Susanna Camusso si sposterà sulle piazze per sostenere la campagna elettorale. La parlamentare ha in programma tre tappe pomeridiane: la marcia partirà alle quindici e trenta a Guspini, proseguirà alle diciassette a Sestu e si esaurirà alle diciotto e trenta nel territorio di Quartu Sant'Elena.