Dal primo settembre l'assessorato raccoglierà le domande per finanziare le tecnologie e la vendita dei raccolti. I fondi pubblici copriranno il sessanta per cento delle spese sostenute dagli imprenditori sardi.
I cordoni della borsa regionale si allentano per infondere nuova linfa alle campagne isolane. Dagli uffici cagliaritani dell'assessorato all'Agricoltura prende forma un piano da quaranta milioni di euro, attinti in parte dalle casse europee e in parte da quelle sarde, destinato a finanziare la modernizzazione delle aziende agricole e agroalimentari. L'operazione tecnica, che la burocrazia classifica sotto la sigla della misura SRD13, si traduce in un sostegno sonante: un contributo a fondo perduto che andrà a coprire il sessanta per cento degli investimenti affrontati dagli imprenditori per trasformare e piazzare i propri prodotti sul mercato.
A dettare la rotta dell'esecutivo è Francesco Agus, titolare dell'assessorato, che inquadra lo stanziamento come una leva per far guadagnare terreno al comparto. “Questa misura rappresenta uno degli investimenti più importanti che stiamo mettendo in campo per rafforzare il sistema agroalimentare sardo – ha spiegato l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus –. Con questi 40 milioni vogliamo aiutare le aziende a fare un salto di qualità, investendo in innovazione, sostenibilità ed efficientamento energetico, ma soprattutto nella capacità di trasformare, confezionare e commercializzare meglio i prodotti sardi. Questo significa rendere le nostre imprese più forti e competitive, creare occupazione e costruire filiere più solide. Parallelamente – ha aggiunto l’esponente della Giunta Todde – continuiamo a lavorare sugli altri strumenti del Complemento di Sviluppo Rurale, a partire dal primo insediamento dei giovani: il ricambio generazionale è una priorità politica perché senza nuove imprese agricole e senza giovani nei territori non può esserci futuro per le campagne sarde”.
La finestra temporale per accedere alle sovvenzioni è rigida: le istanze di finanziamento verranno accolte esclusivamente dal primo al trenta settembre 2026. L'intera trafila passerà per i portali informatici di Argea, l'agenzia regionale che svolge la funzione di cassa e di organismo pagatore per il mondo agricolo. I fondi serviranno a rimettere a nuovo gli impianti produttivi, introdurre tecnologie aggiornate, tagliare gli sprechi idrici e alleggerire le bollette. Il bando ammette infatti i progetti per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili destinati all'autoconsumo aziendale, comprendendo anche quei sistemi ingegneristici capaci di recuperare il calore disperso durante i normali cicli di lavorazione.
L'illustrazione della manovra è servita anche per fare il punto sulla spesa dei fondi europei per lo sviluppo rurale, quel calderone di risorse per il quinquennio in corso, noto con l'acronimo CSR, che spazia dal rifacimento della viabilità agraria agli incentivi per diversificare le attività nelle tenute. Di fronte ai ritardi accumulati storicamente dalla macchina amministrativa, la giunta promette un'accelerazione. “Stiamo accelerando la pubblicazione dei bandi del CSR 2023-2027 per recuperare i ritardi accumulati nella precedente programmazione e riportare la Sardegna dentro tempi di attuazione più rapidi ed efficienti, in linea con quelli previsti dalla programmazione europea”, ha concluso l’assessore Agus. “L’obiettivo è dare risposte concrete alle imprese agricole e agroalimentari dell’Isola e mettere rapidamente a terra le risorse disponibili”.
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