Via libera alla modifica dello Statuto speciale per reintrodurre il voto diretto nelle amministrazioni di area vasta. Archiviato il sistema che riservava le nomine ai soli sindaci, la Regione assume la competenza sul suffragio universale
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la proposta che riconsegna ai cittadini il diritto di eleggere direttamente i vertici delle Province e delle Città metropolitane. La manovra istituzionale passa attraverso la formale modifica dell'articolo 43 dello Statuto speciale dell'Isola, il documento di rango costituzionale che regola i poteri e le autonomie della Regione. L'intervento legislativo attribuisce ora al parlamento sardo la competenza esclusiva per disciplinare con proprie leggi la forma di governo di questi enti periferici, archiviando di fatto il sistema introdotto a livello nazionale dalla legge Delrio, la norma che aveva abolito il voto popolare affidando le nomine provinciali a elezioni di secondo livello, riservate cioè alla sola platea dei sindaci e dei consiglieri comunali già in carica.
La riforma, pensata per ripristinare il suffragio universale e diretto, era stata tracciata dall'esecutivo fin dall'apertura dell'attuale mandato. A dettare la linea politica dell'operazione è l'assessore agli Enti locali e all'Urbanistica, Francesco Spanedda, che inquadra il provvedimento come una necessaria ricucitura del rapporto tra gli elettori e la macchina amministrativa del territorio. “Come annunciato a inizio legislatura, vogliamo dare piena attuazione ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra tutti i livelli di governo, rafforzando l'autonomia locale e promuovendo l'efficienza dei servizi pubblici", ha dichiarato Spanedda a margine della seduta, per poi precisare che "Questo intervento restituisce centralità ai cittadini e rafforza il legame democratico tra istituzioni e comunità locali”.
L'iter della proposta ha incassato nei giorni scorsi il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali, l'organo di rappresentanza che fa da raccordo istituzionale tra i municipi e la Regione, il quale ha colto l'occasione per sollecitare l'avvio di una stagione più ampia di riforme e un aggiornamento complessivo dello stesso Statuto speciale. Su questa linea si posiziona anche Salvatore Corrias, consigliere e presidente della Commissione Autonomia e Ordinamento regionale. “La Sardegna ha bisogno di istituzioni più vicine ai cittadini, capaci di decidere e programmare con efficacia. Questa proposta rappresenta un primo passo verso un riordino più moderno e coerente del sistema delle autonomie locali", ha affermato Corrias, per poi sigillare l'approvazione del testo con un'analisi netta delle gestioni passate: "Dopo anni di enti depotenziati e privi di una piena legittimazione popolare, si apre finalmente la strada a un sistema più rappresentativo, trasparente ed efficace".
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