L'assessore Piu inaugura i cantieri in via De Martini. Gli operai rifaranno tetti, intonaci e grondaie per chiudere la falla dell'edilizia pubblica isolana.
Gli operai sono arrivati a Thiesi. Hanno montato i ponteggi davanti ai numeri civici 22, 23, 24 e 25 di via De Martini e hanno iniziato a picconare le facciate. I cantieri inaugurati questa mattina rientrano in un piano straordinario da trecento milioni di euro. I soldi servono a rimettere in sesto gli stabili dell'Area, l'agenzia regionale che amministra l'edilizia pubblica. L'assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu ha dato il via formale alle operazioni. L'esponente della giunta promette case salubri per tutti i cittadini e rivendica di aver fatto partire i lavori a tempo di record.
La lista dei guasti da riparare racconta anni di incuria. Gli intonaci cadono a pezzi e l'acqua della pioggia si infiltra dalle finestre delle scale. Gli operai dovranno raschiare via il vecchio isolamento termico dei muri e stendere il cemento nuovo. Sostituiranno i tubi di scolo e le grondaie con condutture in acciaio. Il piano impone la sistemazione delle terrazze sul tetto, con una nuova copertura impermeabile e uno strato di ghiaia. In basso, tra le colonne dei porticati, i tecnici cambieranno le lampadine vecchie e daranno una mano di vernice fresca alle pareti. I lavori prevedono anche interventi mirati per la messa in sicurezza degli impianti elettrici e idraulici.
Il cantiere del centro sassarese rappresenta solo una piccola fetta dell'intera operazione, ribattezzata dai burocrati RinnovArea. La Regione ha diviso i soldi pescati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione usando un criterio matematico: chi ha più appartamenti incassa più fondi. Cagliari gestisce settemila abitazioni popolari e si prende centoundici milioni di euro, necessari anche per rattoppare il rione di Sant'Elia. Sassari conta seimilacinquecento alloggi e riceve settantatré milioni. La zona di Carbonia e Iglesias incassa quarantotto milioni per le sue quattromilatrecento case. Nuoro si ferma a trentanove milioni. Chiude Oristano, che riceve ventotto milioni per rimettere in piedi i suoi duemilacinquecento stabili.
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