L'esponente politico Masala attacca l'accordo preliminare siglato ad aprile che unifica la gestione degli scali isolani. L'opposizione chiede al governo regionale garanzie scritte sulle rotte e sugli investimenti per tutelare il bacino del Nord-Ovest.
L'accordo preliminare firmato lo scorso trenta aprile, figlio di una decisione assunta dall'esecutivo regionale il nove marzo, per unificare la gestione degli aeroporti sardi finisce nel mirino dell'opposizione. Fratelli d'Italia alza le barricate contro la fusione societaria, un'operazione definita gravosa e priva di garanzie materiali per i territori. Al centro della contesa c'è il destino della pista di Alghero, uno scalo che movimenta un milione e mezzo di passeggeri all'anno e che rischia, secondo le accuse sollevate dall'esponente politico Masala, di finire stritolato nelle logiche societarie di una società madre, o holding, in cui la Regione Sardegna deterrebbe soltanto una quota azionaria di stretta minoranza.
L'infrastruttura della Riviera del Corallo non serve unicamente la città algherese, ma garantisce i collegamenti aerei per un vasto quadrante geografico che comprende Sassari, Porto Torres, la Nurra, il Logudoro e il Meilogu. Si tratta della porta d'accesso vitale per il turismo, le imprese, gli studenti e i lavoratori dell'intero Nord-Ovest. Proprio in virtù di questo peso strategico, Masala respinge l'ipotesi che l'aeroporto venga degradato a semplice pedina di scambio nei bilanci della futura società unica dei cieli.
Per arginare l'operazione, il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia intima alla Giunta, l'organo di governo ristretto della Regione, di sottrarre il fascicolo dalle stanze dell'esecutivo per portarlo sul tavolo dell'intero Consiglio regionale, l'assemblea elettiva che rappresenta tutti i cittadini, allargando il dibattito anche alle forze sociali e sindacali. L'esponente politico non boccia a priori l'idea di fare rete tra le piste, ma detta condizioni rigide per procedere: «Il coordinamento tra gli scali può essere utile, ma solo se rafforza tutti i territori. La Regione deve chiarire chi deciderà davvero strategie, rotte, investimenti, occupazione e servizi. Non bastano rassicurazioni generiche: servono impegni scritti e seri non accordi term sheet definiti “non vincolanti”».
Il riferimento polemico è ai documenti preliminari, definiti nel gergo della finanza anglosassone come "term sheet", che tracciano le linee guida di un patto societario senza tuttavia imporre vincoli legali assoluti tra le parti. A queste promesse sulla carta, l'opposizione contrappone la richiesta di un piano industriale blindato per l'aeroporto algherese, un documento che blindi il ruolo dello scalo imponendo il potenziamento dei voli oltre i mesi estivi, il rispetto della continuità territoriale per i residenti e l'iniezione di nuovi fondi per le strutture. Il perimetro della rivendicazione si chiude con un monito perentorio indirizzato a chi guida la trattativa: il Nord-Ovest non accetterà di essere sacrificato.