L'ombra dei tagli si allunga sul poliambulatorio di Badesi: l'opposizione interroga la Giunta per fermare il trasloco dei medici

-

La consigliera regionale Cristina Usai accusa i vertici della sanità di voler svuotare i reparti a vantaggio del nuovo centro di Trinità d'Agultu. Struttura concessa gratis e appena ammodernata dal Comune con i soldi pubblici.

I timori di un taglio ai servizi medici nel nord della Sardegna finiscono sui banchi del Consiglio regionale. Al centro della contesa c'è il poliambulatorio di Badesi, una struttura sanitaria di prima linea che rischia di perdere le visite specialistiche e il centro prelievi del sangue a favore della neonata Casa della Comunità, un polo di assistenza medica di base in fase di attivazione nel vicino comune di Trinità d'Agultu. A sollevare il caso è Cristina Usai, esponente dell'opposizione tra le file di Fratelli d'Italia, che ha depositato un'interrogazione formale, l'atto con cui un politico chiede conto al governo delle proprie scelte, per costringere la Giunta regionale a svelare le proprie carte.

La mossa politica ricalca l'allarme lanciato nelle scorse ore dal sindaco di Badesi, Giovanni Maria Mamia, il quale ha espresso “forte preoccupazione per il futuro del presidio sanitario di Badesi”. La consigliera regionale ha messo nero su bianco la richiesta di chiarimenti rivolta all'amministrazione di Cagliari. “La Regione chiarisca immediatamente se esistano atti o indirizzi che prevedano il trasferimento delle attività specialistiche del Centro Prelievi verso la Casa della Comunità di Trinità d’Agultu”, incalza Usai, sottolineando il paradosso di un'espansione territoriale che rischia di cannibalizzare i presidi già funzionanti. “La nascita di nuove strutture territoriali, come le case di Comunità, devono rappresentare un potenziamento della rete sanitaria, non l’occasione per svuotare servizi che oggi garantiscono risposte concrete ai cittadini”.

I numeri del poliambulatorio descrivono un bacino d'utenza che supera ampiamente i confini municipali, abbracciando i paesi limitrofi di Viddalba, Santa Maria Coghinas, Perfugas, Valledoria e Castelsardo, e registrando inevitabili picchi di affluenza durante la stagione turistica estiva. Negli ultimi anni l'amministrazione comunale di Badesi ha riversato importanti investimenti pubblici per modernizzare il perimetro, abbattendo le barriere architettoniche, sistemando i parcheggi e costruendo una piazzola per l'atterraggio degli elicotteri del soccorso medico. Una sede operativa che il municipio ha deciso di garantire senza chiedere un singolo euro d'affitto alla Asl, l'Azienda Sanitaria Locale deputata alla gestione del servizio. “Parliamo di una struttura efficiente, accessibile e concessa gratuitamente alla ASL attraverso apposita convenzione. Per questo è incomprensibile e inaccettabile ipotizzare una riduzione dei servizi a Badesi senza una valutazione trasparente, senza il coinvolgimento degli amministratori locali e senza una chiara spiegazione ai cittadini”, osserva l'esponente di Fratelli d'Italia.

Il documento depositato negli uffici cagliaritani impone al governo regionale di confermare o smentire l'esistenza di atti formali che decretino il trasloco, chiedendo al contempo di rendere pubblici i volumi di traffico dei pazienti attualmente assistiti a Badesi e il ruolo assegnato al paese nella nuova architettura medica territoriale. La richiesta pretende la conservazione e l'irrobustimento di tutti i reparti operativi, dalla specialistica al prelievo del sangue, passando per il presidio veterinario e la postazione delle ambulanze del 118. L'ultima dichiarazione della consigliera sigilla i contorni della vertenza politica. “La sanità territoriale si rafforza mantenendo aperti e potenziando i presidi di prossimità, non concentrando tutto altrove. Badesi e il suo territorio non possono essere penalizzati. Chiediamo una presa di posizione ufficiale e atti concreti per confermare il mantenimento e il rafforzamento dei servizi sanitari: specialistica, Centro Prelievi, servizio veterinario e 118. Non siamo certo contrari alla Casa della Comunità di Trinità d’Agultu, ma siamo contrari a una logica per cui una nuova struttura nasce indebolendone un’altra. La Regione deve garantire che il potenziamento della sanità territoriale sia una somma, non una sottrazione”.

 

Photogallery: