Dal tre giugno sarà possibile presentare le domande per ottenere fino a duecentomila euro a fondo perduto. Le graduatorie premieranno i progetti dei giovani agricoltori e le imprese situate nelle zone a rischio spopolamento.
La Regione Sardegna mette sul piatto nove milioni di euro per spingere gli agricoltori ad allargare i propri orizzonti d'affari oltre la semplice coltivazione della terra. Dal prossimo 3 giugno, e fino al 18 luglio 2026, gli uffici cagliaritani apriranno gli sportelli per accogliere le domande di finanziamento legate al bando sulla diversificazione delle aziende agricole. La manovra, varata in seguito alle direttive firmate lo scorso 23 aprile dall'assessore regionale dell'Agricoltura Francesco Agus, attinge ai fondi del piano di sviluppo rurale predisposto per il quinquennio in corso. L'obiettivo è finanziare la nascita di nuovi agriturismi, fattorie destinate all'educazione dei più giovani, percorsi di agricoltura sociale per l'inclusione lavorativa e iniziative dirette alla salvaguardia delle tradizioni contadine e delle risorse paesaggistiche.
Il responsabile delle politiche agricole della giunta regionale ha inquadrato la strategia finanziaria sottolineando la necessità di creare un argine economico contro l'abbandono delle campagne. «Con questo bando sosteniamo concretamente le aziende agricole che scelgono di innovare e diversificare le proprie attività, creando nuove occasioni di reddito e servizi per i territori rurali», spiega l'assessore Agus, per poi aggiungere che «investire nella multifunzionalità significa aumentare la competitività delle imprese agricole, ma anche rafforzare l’attrattività delle nostre campagne, che rappresentano un presidio fondamentale nelle aree a più alto rischio di spopolamento».
Il meccanismo di erogazione prevede un contributo pubblico che coprirà il sessanta per cento delle spese preventivate dalle aziende, fissando un tetto massimo di duecentomila euro per ogni singolo progetto approvato. Le voci di spesa ammesse al finanziamento comprendono la costruzione ex novo, il recupero o la ristrutturazione di fabbricati da destinare esclusivamente alle nuove mansioni, l'acquisto di dotazioni informatiche e di mezzi per il trasporto, nonché la realizzazione e l'allestimento di piazzole per i campeggiatori, complete delle necessarie infrastrutture di servizio come gli allacciamenti elettrici, idrici e sanitari.
Le graduatorie per l'assegnazione dei fondi terranno conto di specifiche priorità stabilite a tavolino: i punteggi più alti andranno agli imprenditori con un'età pari o inferiore ai quarantuno anni e alle aziende fisicamente collocate in aree rurali svantaggiate, ovvero i territori periferici che soffrono di conclamate problematiche di sviluppo. La chiusura dell'operazione punta a intercettare e trattenere i flussi del turismo legato alle produzioni locali. «La Sardegna possiede un patrimonio unico fatto di paesaggi, produzioni identitarie e tradizioni rurali che possono diventare motore di sviluppo sostenibile. In questo quadro - conclude Agus - esperienze come l’oleoturismo e l’enoturismo, insieme ad altre attività turistico – ricreative, come quelle previste nel bando, rappresentano strumenti strategici per promuovere il territorio, valorizzare le filiere di qualità e offrire ai visitatori un’esperienza autentica legata alla cultura agricola della nostra Isola».