La Consulta cagliaritana approva il programma operativo per il 2026 articolato su sei assi d'intervento. L'assessora Manca annuncia la riorganizzazione dell'ente in commissioni per tutelare donne e minori stranieri.
I delegati della Consulta regionale per l'immigrazione, l'organo istituzionale incaricato di indirizzare le politiche di accoglienza, si sono riuniti oggi a Cagliari per esprimere il parere formale sul Programma Annuale per il 2026. L'assemblea ha approvato il documento all'unanimità, validando un'impalcatura amministrativa che sposta il baricentro decisionale verso una gestione multilivello, ovvero un apparato in cui la pianificazione e il controllo delle risorse vengono ripartiti in modo capillare tra la Regione e i rappresentanti delle categorie sociali.
A dettare la linea operativa del nuovo corso è stata l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, titolare delle deleghe specifiche in materia di immigrazione ed emigrazione. L'esponente della Giunta ha aperto i lavori rivendicando l'attivazione dell'Osservatorio contro lo sfruttamento lavorativo, un organo di controllo concepito per arginare la piaga del caporalato e monitorare il reclutamento irregolare della manodopera straniera. Il faro dell'amministrazione è puntato sulle fasce demografiche più esposte ai raggiri e alle violenze, identificando le priorità di tutela nei minori arrivati sull'Isola senza l'accompagnamento di genitori o parenti, nelle donne e nelle fasce giovanili. L'indirizzo politico è stato scandito dall'assessora attraverso una dichiarazione ai presenti: “Questa Consulta rappresenta una risorsa preziosa, una forza viva per il nostro territorio. È da qui che vogliamo ripartire, costruendo insieme un nuovo percorso fatto di ascolto vero, confronto continuo e collaborazione concreta. Voglio incontrarvi, conoscere le vostre idee, le vostre proposte, i vostri progetti, perché è proprio dal vostro punto di vista, dalle vostre esperienze e dalla vostra voce che può nascere un cambiamento reale. È così che si costruisce una società migliore: insieme, mettendo al centro le persone. In quest’ottica desidero ribadire l’impegno dell’Assessorato: lavorare per un’inclusione piena, reale, che non lasci indietro nessuno. E lo faremo con un’attenzione ancora più forte verso chi è più fragile, verso chi ha meno tutele: i minori stranieri non accompagnati, le donne, i giovani. Non sono solo parole, ma azioni concrete. Lo dimostra, tra le altre iniziative, l’istituzione dell’Osservatorio contro lo sfruttamento lavorativo: uno strumento chiaro, deciso, per contrastare ogni forma di illegalità e affermare un principio fondamentale - il diritto a un lavoro giusto, dignitoso, sicuro e tutelato. Perché è da qui che passa la dignità delle persone e la qualità della nostra società”.
Il Programma approvato per l'anno in corso ridisegna le fondamenta burocratiche dell'assistenza, suddividendo gli interventi in sei assi strategici, le direttrici principali che guideranno la ripartizione dei fondi e l'esecuzione dei progetti. Per tradurre in pratica questa visione ed evitare che le politiche pubbliche si smarriscano negli uffici, la Regione ha autorizzato la frammentazione della Consulta in specifiche commissioni di lavoro e in sottogruppi operativi. Questa manovra strutturale mira a svincolare l'organo dal mero ruolo di ratifica formale, dotandolo del potere di eleggere propri delegati in grado di incidere materialmente sulle dinamiche decisionali del palazzo. Manca ha sigillato la seduta delineando i contorni e le procedure del nuovo assetto: “Vogliamo una Consulta più forte, più operativa, più protagonista. Per questo – ha sottolineato l’esponente della Giunta – le riconosciamo la possibilità di organizzarsi in commissioni di lavoro e sottogruppi, di esprimere rappresentanti e di incidere davvero nei processi decisionali. Non un organismo formale, ma uno spazio vivo, dinamico, capace di produrre idee, soluzioni e cambiamento. Abbiamo inoltre previsto un sistema strutturato che accompagni ogni fase: dalla programmazione alla gestione, fino al monitoraggio e alla valutazione delle azioni, con un supporto tecnico adeguato. Perché le politiche pubbliche devono essere efficaci, misurabili e capaci di rispondere ai bisogni reali. Rispetto al passato – ha concluso – abbiamo voluto imprimere una svolta: il Programma oggi è più chiaro, più definito, più leggibile. Si articola in sei assi strategici che rappresentano la nostra visione e la nostra direzione. È uno strumento che nasce per essere condiviso, partecipato e costruito insieme, con l’obiettivo di sviluppare politiche per l’immigrazione sempre più giuste, inclusive ed efficaci”.