Il consigliere azzurro Marco Tedde attacca la firma del documento preliminare voluta dalla governatrice Todde. Nel mirino i pareri legali ignorati, le incognite contabili e il pericolo di penalizzare lo scalo di Alghero.
L'accordo per fondere la gestione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero si trasforma in un campo di battaglia politico. A sollevare le barricate è Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che punta l'indice contro il cosiddetto Term Sheet, il documento preliminare che fissa le condizioni di base dell'operazione, recentemente sottoscritto dalla Regione guidata da Alessandra Todde. Per l'esponente azzurro, la firma non rappresenta un passo in avanti per la mobilità dell'Isola, ma l'anticamera di un disastro gestionale. “La firma del term sheet sull’integrazione degli aeroporti sardi certifica, purtroppo, ciò che denunciamo da settimane: siamo di fronte a un’operazione sconsiderata, priva di reale utilità industriale e potenzialmente dannosa per l’interesse pubblico”, esordisce Tedde.
Il nodo più critico sollevato dall'esponente di Forza Italia riguarda le fondamenta legali dell'intesa. Secondo quanto riportato, l'amministrazione regionale avrebbe proceduto ignorando gli avvertimenti dei suoi stessi consulenti. “È ancora più grave – prosegue Tedde – che questa operazione sia stata portata avanti nonostante il parere contrario dello studio legale incaricato dalla stessa Regione. I contenuti del suo parere professionale, espresso in una corposa relazione, parlano chiaro: il progetto presenta criticità giuridiche ed economiche rilevanti, tali da metterne in discussione la sostenibilità e la stessa legittimità. Ignorare queste valutazioni significa assumersi una responsabilità enorme nei confronti dei cittadini sardi”. La conseguenza diretta di questo impianto, secondo il consigliere, è la cessione delle leve di comando a soggetti esterni. “Non solo siamo davanti a un’operazione costruita su basi fragili, con valutazioni economiche deboli e prive di adeguati elementi di analisi, ma anche a un impianto che rischia di trasferire il controllo di infrastrutture strategiche ai privati, lasciando la Regione in una posizione marginale. In altre parole, si utilizzano risorse pubbliche senza garantire un adeguato ritorno in termini di governance e interesse collettivo”.
Le accuse si spostano poi sul terreno della contabilità e del diritto europeo. Tedde contesta le modalità opache con cui si è giunti all'accordo, sollevando lo spettro del danno erariale — ovvero il pregiudizio economico causato alle casse dello Stato da una cattiva amministrazione del denaro pubblico — e il rischio di violare le norme comunitarie. “La sottoscrizione di un term sheet non pienamente trasparente, con clausole che appaiono fortemente squilibrate, espone la Regione a rischi concreti, tra cui possibili profili di danno erariale e contestazioni in materia di aiuti di Stato", sottolinea l'esponente politico, facendo riferimento a quei finanziamenti pubblici che Bruxelles vieta rigorosamente per non alterare la libera concorrenza nel mercato. Un percorso che, a suo avviso, mina la fiducia dei cittadini e rischia di travolgere le infrastrutture più deboli. “Altro che sistema aeroportuale efficiente – attacca Tedde –: questa operazione non migliorerà la gestione degli scali di Cagliari, Olbia e Alghero, né contribuirà ad aumentare i flussi turistici o l’accessibilità dell’isola. Al contrario, rischia di indebolire il sistema e penalizzare in particolare lo scalo più fragile, quello di Alghero”.
La bocciatura dell'operazione non si traduce, tuttavia, in un rifiuto dell'idea di unire le forze. Forza Italia indica una strada alternativa, basata sulle leggi già in vigore. “Non siamo contrari all’integrazione del sistema aeroportuale sardo, ma chiediamo che venga realizzata su basi completamente diverse. Esiste già un modello normativo adeguato, quello della ‘rete aeroportuale’ previsto dal D.M. 401/2016, che consente di coordinare più scali sotto una gestione accentrata senza sacrificare l’interesse pubblico”, precisa Tedde, richiamando il decreto ministeriale che disciplina l'unione degli scali mantenendo una forte impronta istituzionale. La richiesta finale fissa un ultimatum all'esecutivo regionale: “Serve una regia pubblica forte, capace di garantire equilibrio, trasparenza e una chiara definizione delle missioni di ciascun aeroporto. E soprattutto è indispensabile tutelare lo scalo più debole, quello di Alghero, il cui rilancio non può essere subordinato a logiche esclusivamente finanziarie o di mercato. Per queste ragioni – conclude – chiediamo che la Regione si fermi immediatamente, renda pubblici tutti gli atti e apra un confronto serio e trasparente. I sardi meritano scelte responsabili, non decisioni affrettate e pericolose”.