Il Servizio Veterinario regionale chiude le operazioni di eradicazione dei focolai di dermatite nodulare a Muravera e Villaputzu. Se il contagio si ferma, Bruxelles non farà scattare le restrizioni commerciali.
Le squadre del Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale di Cagliari hanno terminato le operazioni di abbattimento dei capi bovini colpiti dalla dermatite nodulare. L'intervento radicale di eradicazione, definito in ambito tecnico con il termine inglese "stamping out", si è concentrato all'interno dei focolai di infezione individuati nei territori comunali di Muravera e Villaputzu. La procedura estrema, eseguita per arginare la diffusione del morbo, è stata portata a termine sotto il coordinamento dell'assessorato regionale della Sanità.
Le soppressioni degli animali si sono svolte nel rispetto della severa normativa dettata dall'Unione Europea per le patologie veterinarie classificate in "categoria A", ovvero quelle malattie infettive considerate ad altissimo rischio di propagazione e per le quali scatta l'obbligo di un tempestivo intervento di estinzione sul nascere. La rapidità delle operazioni sul campo ha permesso alla macchina sanitaria regionale di non sforare la scadenza temporale imposta dal Ministero della Salute, termine che era stato concordato durante il vertice dell'Unità Centrale di Crisi riunitasi a Roma lo scorso quindici aprile.
L'esecuzione del piano di abbattimento allontana, almeno per il momento, le sanzioni comunitarie che graverebbero sugli allevatori isolani. L'assessorato segnala che la tempestiva chiusura dei focolai rappresenta un passaggio chiave nella gestione dell'emergenza: qualora il quadro clinico sul territorio si mantenga stabile e non emergano nuovi allevamenti contagiati, l'Isola potrà evitare che la Commissione europea faccia scattare la "Zona Unica di Restrizione". Si tratta di un dispositivo di blocco sanitario e amministrativo che paralizzerebbe la movimentazione, il trasporto e la vendita degli animali e dei loro derivati commerciali, infliggendo un colpo durissimo all'intero comparto.
Per tenere lontani i sigilli europei, i tecnici veterinari manterranno attivo il sistema di sorveglianza e proseguiranno il monitoraggio epidemiologico, ovvero la ricerca costante di eventuali sintomi del virus nelle stalle della zona. L'esecutivo regionale inquadra la tenuta dell'operazione come un riscontro oggettivo della capacità di risposta del sistema sanitario e dell'efficacia del coordinamento tra gli uffici centrali e le aziende territoriali, confermando che l'azione sanitaria resta calibrata sulla tutela del patrimonio zootecnico sardo e sulla salvaguardia delle attività economiche degli allevatori.
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