Approvata la delibera dell'assessore Spanedda che amplia il demanio idrico navigabile includendo Mulargia e Monte Lerno. Consentita la pesca sportiva da riva negli invasi artificiali, lo stop alla navigazione sarà legato solo alle allerte meteo.
Le acque interne dell'Isola cambiano regole e aprono le porte al turismo sportivo. La Giunta regionale, attraverso una delibera varata nella giornata del 22 aprile, ha ridisegnato i confini e i regolamenti d'uso del demanio idrico, ovvero l'insieme dei laghi, dei fiumi e degli specchi d'acqua di proprietà pubblica. Il documento, illustrato da Francesco Spanedda, titolare dell'assessorato agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, allunga l'elenco dei siti idonei ad accogliere imbarcazioni e attività ricreative, recependo formalmente le richieste avanzate dalle amministrazioni comunali. «Le acque interne della Sardegna sono una ricchezza straordinaria che vogliamo restituire alla piena fruizione delle comunità e dei visitatori», ha dichiarato l'esponente dell'esecutivo cagliaritano.
La mappa della navigabilità si allarga includendo bacini di rilevanza strategica come il Lago Mulargia, l'invaso di Monte Pranu a Tratalias, il Lago di Monte Lerno e il tratto terminale del Rio de Naracauli, il corso d'acqua che sfocia tra le dune sabbiose di Piscinas. La novità di maggior impatto pratico e burocratico riguarda tuttavia l'abolizione del rigido calendario fisso. Fino a oggi l'accesso turistico agli specchi d'acqua era vincolato a precise date stabilite a priori dagli uffici. Con l'approvazione della nuova normativa, questi paletti temporali vengono azzerati: la possibilità di scendere in acqua sarà dettata esclusivamente dai bollettini di criticità regionale, i documenti ufficiali che segnalano le allerte meteorologiche. Di fatto, l'utilizzo sportivo dei laghi sarà consentito in qualsiasi momento dell'anno, ogniqualvolta le condizioni del tempo permettano di operare in sicurezza. «Abbiamo accolto le istanze dei sindaci e dei territori - spiega l'assessore - inserendo nuovi specchi d'acqua in un programma di rilancio che mira a favorire lo sviluppo sociale ed economico locale attraverso lo sport e il turismo attivo».
Il testo interviene anche per dirimere la questione legata all'impiego dei natanti a motore. L'utilizzo di propulsori a combustione tradizionale, alimentati a benzina o gasolio, rimane tassativamente vietato unicamente all'interno di quei bacini idrici le cui acque sono destinate alla potabilizzazione e al consumo umano, una precauzione necessaria per scongiurare sversamenti di idrocarburi e tutelare la salute pubblica. Paletti ferrei vengono fissati per la navigazione minore: chi si muove a bordo di mezzi privi di motore avrà l'obbligo categorico di tenersi entro una fascia di cento metri dalla riva, in modo da tutelare l'incolumità dei diportisti e facilitare eventuali operazioni di soccorso. Si allentano invece i vincoli per la pesca sportiva individuale, la cui pratica da terra viene ora espressamente autorizzata lungo le sponde di tutti gli invasi artificiali della Sardegna. A sintetizzare la manovra istituzionale è lo stesso Spanedda a margine della seduta di Giunta: «Il nostro obiettivo è duplice: semplificare la burocrazia per gli uffici e offrire ai territori strumenti concreti per valorizzare il proprio patrimonio ambientale. Questa scelta segna un passo avanti verso un modello di turismo sostenibile e presente tutto l'anno».
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