Per decenni, in Sardegna, la formazione professionale ha assomigliato a una gigantesca, e spesso inconcludente, fabbrica di illusioni. Corsi su corsi, finanziati profumatamente con denaro pubblico, serviti per diplomare legioni di figure di cui il mercato del lavoro non sapeva letteralmente che farsene, ingrossando le fila dei disoccupati provvisti di attestato. Oggi, dai palazzi della Regione, arriva un segnale che tenta di invertire la rotta, puntando a un settore che, al contrario, ha una disperata fame di manodopera: l'aviazione civile.
La mossa porta la firma dell’Assessorato del Lavoro, che ha deciso di mettere sul piatto un milione di euro per finanziare dei voucher. Il meccanismo, nella sua ratio, è semplice: lo Stato paga il corso affinché i giovani sardi possano prendere il brevetto da assistente di volo (quelli che un tempo, con vocabolario ormai desueto, chiamavamo steward e hostess).
“Con questa manifestazione di interesse diamo una risposta concreta ai giovani sardi che cercano lavoro, aprendo opportunità reali in un settore in forte crescita. Stiamo cambiando in modo netto il catalogo dell’offerta formativa regionale, per allinearlo finalmente alle esigenze vere del mercato del lavoro”, dichiara l’assessora Desirè Manca, rivendicando un pragmatismo che storicamente, nelle politiche occupazionali isolane, è spesso mancato.
Il ragionamento poggia su proiezioni economiche chiare. Uscito dalle turbolenze degli anni passati, il trasporto aereo viaggia a ritmi serrati e le compagnie faticano a trovare personale di bordo. “Il mondo del lavoro sta attraversando una trasformazione profonda – osserva l’assessora – e non possiamo permetterci di restare fermi. Servono scelte chiare e politiche coraggiose. Il trasporto aereo è uno dei settori con le maggiori prospettive di sviluppo: entro il 2030 il numero di passeggeri è destinato a raddoppiare, ma già oggi manca personale qualificato, in particolare assistenti di volo. È su queste opportunità che dobbiamo investire per creare occupazione”.
Ma come si traduce, all'atto pratico, questa intenzione? Il primo passo è stato compiuto ieri attraverso l'ASPAL, l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro, ovvero l'ente regionale deputato a far incrociare chi offre e chi cerca impiego. Sul sito dell'ente è stata pubblicata una "manifestazione di interesse". Significa che, prima di erogare i voucher ai ragazzi, la Regione deve selezionare le scuole autorizzate a tenere le lezioni e formare un catalogo ufficiale.
L'obiettivo finale del percorso di studi non è un banale diploma di partecipazione, ma un documento dal peso specifico ben diverso: “Per questo abbiamo promosso una nuova misura che prevede l’erogazione di voucher formativi finalizzati al conseguimento del Cabin Crew Attestation (CCA), certificazione obbligatoria per l’esercizio della professione di assistente di volo all’interno dell’Unione Europea”, conclude l’assessora Manca. Il CCA è, in sostanza, la patente europea senza la quale è impossibile salire a bordo di un aereo commerciale per lavorarvi.
Per garantire la serietà dell'operazione ed evitare che i fondi finiscano nelle mani di docenti improvvisati, i paletti fissati per le scuole sono rigidissimi. L'appello regionale, che scadrà categoricamente alle ore 12 del 15 maggio 2026, è rivolto esclusivamente alle CCTO (le organizzazioni di formazione per l’equipaggio di cabina) o ad altri soggetti che abbiano già incassato l'approvazione delle massime autorità del volo: l'ENAC (l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile italiano) o l'EASA (l'Agenzia europea per la sicurezza aerea). Tali enti dovranno inoltre disporre di una sede operativa attiva in Italia.
I dettagli burocratici sono già a disposizione negli archivi telematici dell'ASPAL. Ora spetta alle accademie del volo farsi avanti. Se l'ingranaggio funzionerà con la precisione richiesta, per molti giovani isolani l'occasione di lasciarsi alle spalle le croniche secche della disoccupazione sarda potrebbe, letteralmente, passare per la scaletta di un aereo.