Alghero a Bibbona: la battaglia dei "comuni fisarmonica" per non morire di turismo

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Mentre a Roma i palazzi della politica si perdono nel labirinto delle scadenze europee, c’è un’Italia che in estate gonfia il petto e la popolazione ma deve svuotare le tasche per far tornare i conti. È la realtà dei "comuni fisarmonica", quelli che passano da 40mila a 150mila abitanti in una notte di luglio, senza che lo Stato se ne accorga. Enrico Daga, assessore al Bilancio di Alghero, è volato in Toscana, a Bibbona, per gridarlo ai colleghi del network G20 Spiagge.

Il G20 Spiagge è il coordinamento delle venti (ormai diventate ventisei) località balneari italiane con il maggior numero di presenze turistiche. Un "sindacato" dei sindaci costieri che provano a spiegare al governo una verità banale ma ignorata: non si può gestire una metropoli stagionale con il salvadanaio di un borgo rurale.

Il feticcio della stabilità contro la realtà dei flussi Il punto è la fiscalità. La parola deriva dal latino fiscus, il cesto dove si raccoglievano i tributi. Oggi quel cesto finisce quasi tutto a Roma, lasciando ai territori che producono ricchezza le briciole e l'onere della pulizia dei vetri. Daga, che a Bibbona rappresentava Alghero su delega del Sindaco insieme al dirigente Piero Nurra e al funzionario Massimiliano Manca, ha messo il dito nella piaga: «Esistono territori come il nostro che funzionano come vere e proprie città fisarmonica, che si espandono e si contraggono in base ai flussi, passando in poche settimane da una dimensione ordinaria a una pressione che moltiplica popolazione, servizi e responsabilità di noi amministratori».

Il sistema attuale è un paradosso contabile: le risorse vengono assegnate in base ai residenti stabili, non alle persone reali che calpestano il suolo, consumano acqua e producono rifiuti. «Questi luoghi, che sono l'ossatura del paese, continuano ad essere trattati, sul piano normativo e finanziario, come se tra l'inverno e la bella stagione, nulla cambiasse», ha incalzato l'assessore.

Governance o anarchia? Si parla tanto di governance, termine che deriva dal greco kubernao (timonare una nave). Ma come si fa a tenere la rotta se la nave raddoppia di peso ogni estate e il carburante resta lo stesso? Per Daga, la gestione emergenziale ha fatto il suo tempo. Serve una legge che riconosca lo status di Comune turistico, permettendo una ridistribuzione del valore prodotto. In parole povere: se Alghero genera milioni di euro in tasse grazie al turismo, una parte equa deve restare ad Alghero per non far saltare i servizi essenziali.

L'assessore ha ribadito la linea della sua amministrazione: «Ho portato in questo confronto il punto di vista di una città che ha scelto di non subire i flussi, ma di governarli, lavorando su destagionalizzazione, sport, qualità della vita e sviluppo integrato».

Dalla spiaggia alle audizioni romane Il viaggio di Daga non finisce in Toscana. Il percorso del G20 Spiagge entra ora nella fase delle audizioni a Roma. Si tratterà di convincere i legislatori che «il tema non è solo accogliere. La sostanza è reggere, organizzare, trasformare orientare».

Se la nuova legge sarà all'altezza, si passerà finalmente a una visione strutturale. In caso contrario, i comuni turistici continueranno a essere trattati come mucche da mungere a cui però si dimentica di dare il fieno. Resta una domanda per i tecnici del Ministero dell'Economia: è più sostenibile investire oggi in una norma che regoli questa complessità o continuare a tappare i buchi ogni settembre quando la "fisarmonica" si chiude lasciando solo i debiti?