Alghero, 10 aprile 2026 — La pulizia degli arenili resta al centro del confronto politico-amministrativo. Sullo sfondo, una questione che non è solo operativa, ma giuridica: come si interviene sulle spiagge senza violare norme precise che regolano l’uso dei mezzi e la gestione della posidonia. L’assessore all’Ambiente Raniero Selva interviene per chiarire il quadro, rispondendo alle critiche sulle modalità di esecuzione dei lavori.
Il punto di partenza è l’appalto. Il servizio di gestione degli arenili di libera fruizione del Comune di Alghero è stato affidato nel giugno 2022 e prorogato nel febbraio 2025 per ulteriori tre anni. Un dato che, nelle parole dell’assessore, delimita il perimetro delle responsabilità amministrative: “La Lega dovrebbe conoscere bene quali sono i termini dell’appalto, avviato nel corso della precedente amministrazione e orientato dalla Legge Regionale n. 1 del 21 febbraio 2020, con il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais”.
Qui entra in gioco il nodo normativo. La Legge Regionale n. 1/2020 disciplina, tra le altre cose, la gestione della posidonia e le modalità di intervento sugli arenili. Selva richiama un divieto preciso: “La legge – spiega – non consente l’uso di mezzi cingolati. Ed è quello che si sta facendo, in ossequio alla norma, utilizzando anche mezzi con cingoli gommati, nel pieno rispetto dell’art. 6 e in continuità con le modalità di esecuzione consolidate e autorizzate”.
La distinzione non è formale. I mezzi cingolati tradizionali possono alterare la morfologia della spiaggia; quelli con cingoli gommati, invece, sono ammessi perché riducono l’impatto sul suolo. È su questo equilibrio, tra efficacia dell’intervento e tutela ambientale, che si costruisce l’intero impianto normativo.
Sul piano operativo, la tempistica è un altro elemento regolato. Le operazioni di movimentazione della posidonia non sono lasciate alla discrezionalità dell’ente, ma seguono un calendario preciso. “Le operazioni di spostamento sono codificate dalla norma – afferma ancora l’Assessore – il cui inizio è previsto a partire dal 1 aprile, a ridosso della Pasqua, tradizionalmente periodo di avvio della stagione turistica”.
Questo spiega perché gli interventi risultino concentrati in un arco temporale ristretto. Non si tratta di ritardi, ma di vincoli. E tuttavia, la pressione resta: l’avvio della stagione turistica impone risultati visibili in tempi brevi. “Nonostante pochissimo tempo a disposizione, siamo riusciti per Pasqua a ripulire un tratto consistente di arenile, nel segmento del Lido”.
Il riferimento alla posidonia introduce un ulteriore livello di complessità. Non è un rifiuto, ma una componente naturale dell’ecosistema marino, la cui gestione è oggi oggetto di modelli sperimentali anche a livello internazionale. Alghero, rivendica l’amministrazione, si inserisce in questo quadro: la “gestione virtuosa della posidonia” viene indicata come modello riconosciuto nell’ambito del G20 Spiagge, con pratiche orientate al riuso della sabbia.
Infine, il capitolo impiantistico. L’attenzione si sposta sul sito di San Marco, snodo operativo per il trattamento dei materiali. “Per quanto riguarda l’impianto di San Marco, l’Amministrazione è in costante contatto con il Cips, il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari”, precisa Selva, aggiungendo che è stato effettuato un sopralluogo con tecnici e dirigenti per verificare i tempi di apertura del centro.
Il quadro che emerge è quello di una gestione vincolata su più livelli: normativo, amministrativo, ambientale. In questo contesto, la domanda resta aperta: quanto margine ha davvero un’amministrazione locale nel conciliare le esigenze della tutela ambientale con quelle, immediate e visibili, del turismo?