La gestione della Posidonia oceanica — la pianta marina vitale per l'ecosistema del Mediterraneo, la cui radice etimologica richiama Poseidone, l'antico dio greco del mare — continua a rappresentare uno snodo cruciale per l'economia, l'ambiente e il decoro urbano di Alghero. Al centro dell'attenzione torna l'impianto di trattamento situato nell’area industriale di San Marco, un’infrastruttura pensata per lavare la biomassa e recuperare la sabbia, mettendo fine ai costosi e inquinanti trasferimenti del materiale verso il sud della Sardegna.
Ad accendere il dibattito è una nota stampa diffusa nella mattinata di ieri, 9 aprile, dall'ex sindaco Mario Conoci. L'obiettivo delle sue dichiarazioni è duplice: rivendicare la paternità politica dell'opera e denunciare quella che definisce un'eccessiva lentezza dell'attuale amministrazione nel renderla operativa. Il progetto è gestito dal Consorzio Industriale Provinciale (CIP) di Sassari, l'ente pubblico preposto alla creazione e gestione dei servizi per le aree produttive, ed è stato finanziato prima con fondi consortili e poi attraverso la vincita di un bando del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, lo strumento europeo di rilancio post-pandemico).
Sulla rappresentanza algherese all'interno del Consiglio di Amministrazione del CIP — l'organo direttivo che traccia le linee strategiche dell'ente — Conoci chiarisce, contestando chi presenta l'attuale assetto come una novità assoluta: "È bene chiarire che non lo è: anche durante la mia amministrazione, così come in precedenza, erano presenti due rappresentanti algheresi, il sottoscritto e il commissario straordinario della Provincia di Sassari Fois, e successivamente altri rappresentanti algheresi indicati dal Comune di Alghero e dalla Provincia."
Il nodo tecnico sollevato dall'ex primo cittadino riguarda l'imminente collaudo della struttura. Il termine, che deriva dalla locuzione latina cum laude (con lode), indica la procedura rigorosa con cui si verifica e si certifica la corretta esecuzione di un'opera. Ma un collaudo positivo non equivale all'accensione dei macchinari. Conoci, infatti, avverte: "È importante che non si confonda il collaudo, che certamente verrà ampiamente comunicato, con la reale conclusione dell’opera, poiché risultano ancora incomplete parti essenziali, come le aree destinate al deposito della posidonia prima del trattamento, senza le quali l’impianto non potrà operare." Mancano, in sintesi, i piazzali di stoccaggio necessari per accogliere i cumuli rimossi dai litorali.
Il paragone con il passato si fa poi esplicito. Conoci rivendica le difficoltà affrontate dal suo esecutivo, lamentando una presunta mancanza di incisività degli attuali amministratori: "Nei primi due anni della mia amministrazione, invece, ci siamo trovati a operare in un contesto estremamente complesso, segnato dall’emergenza Covid, che ha inevitabilmente rallentato attività e procedimenti su tutti i fronti. Una condizione straordinaria che, fortunatamente, non ha interessato l’attuale amministrazione e che avrebbe potuto portare ad una accelerazione per tutte le opere in corso."
Tuttavia, la narrazione dei fatti si arricchisce di un ulteriore livello di lettura. Dagli ambienti vicini all'Amministrazione comunale filtrano indiscrezioni che, pur mantenendo un profilo istituzionale, respingono al mittente le accuse di immobilismo. Secondo queste voci di corridoio, i rallentamenti non sarebbero da imputare a una carenza di volontà politica locale, bensì a ostacoli di natura squisitamente tecnica e burocratica in capo al Consorzio stesso. Nello specifico, peserebbero le tempistiche dilatate degli affidamenti — ovvero i procedimenti amministrativi formali con cui un ente pubblico assegna a ditte esterne l'esecuzione di lavori complementari, un iter vincolato alle strette maglie del Codice degli Appalti — uniti a recenti condizioni meteorologiche avverse che avrebbero frenato i cantieri esterni.
Sempre secondo le medesime fonti ufficiose, la situazione sarebbe tutt'altro che stagnante: proprio nella giornata di giovedì si sarebbe tenuto un accurato sopralluogo tecnico presso l'impianto di San Marco. L'esito della visita lascerebbe presagire comunicazioni ufficiali a brevissimo giro, destinate a sbloccare l'impasse con novità positive e imminenti, che dovrebbero rassicurare l'intera cittadinanza, compresi gli esponenti della passata giunta.
Mentre il dibattito si consuma tra comunicati ufficiali e rassicurazioni informali, le montagne di posidonia continuano a segnare il panorama algherese oltre alle casse comunali, ricordando il peso economico e ambientale di un'infrastruttura non ancora a regime. Le novità annunciate riusciranno finalmente a tradurre i passaggi burocratici in soluzioni tangibili per la costa algherese, o la fine dei lavori rimarrà sospesa in un limbo amministrativo? L'attesa, a quanto pare, sta per finire.