Il sipario sembrava ormai calato sul mancato concerto celebrativo in onore di Giuni Russo ad Alghero, una vicenda ampiamente sviscerata e apparentemente archiviata con un diniego formale da parte delle istituzioni. Eppure, la querelle continua ad alimentare il dibattito cittadino, arricchendosi di una lunga coda istituzionale. A intervenire, questa volta, è il coordinamento politico Orizzonte Comune Alghero, forza che sostiene l'amministrazione e che ha diffuso una nota per fare da scudo alle scelte del vertice politico e della Fondazione Alghero, respingendo le critiche al mittente e definendole come l'esito di una polemica «sterile, strumentale faziosa e, soprattutto, non veritiera».
La dichiarazione impone, per il principio della contestualizzazione ferrea, di inquadrare la natura delle dinamiche in gioco. La Fondazione Alghero è l'ente strumentale del Comune, il braccio operativo che organizza gli eventi. Il comunicato interviene proprio per rivendicare le dinamiche decisionali di questo organo: «la Fondazione Alghero è nominata dalla politica, accetta gli indirizzi e, in piena autonomia, sviluppa le linee guida in una visione complessiva che media risultati e spese». Il messaggio mira a blindare l'operato dell'ente, sottolineando come le trattative debbano per logica restare riservate per evitare speculazioni e rincari sulle offerte.
Ma il nucleo centrale della difesa si sposta sul terreno rigoroso dei numeri. Orizzonte Comune svela l'architettura finanziaria in cui si muove la macchina pubblica, ricordando che il budget annuale per il comparto eventi ammonta a 1,2 milioni di euro, a fronte di una mole di proposte che ne richiederebbero 12. Da qui la precisazione tecnica della maggioranza: «i bilanci si fanno a consuntivo» – ovvero traendo il saldo alla fine del percorso, sulla base delle spese reali – e non sommando sterilmente i preventivi in entrata. Per capire meglio la questione ricorriamo all'etimologia. La parola "consuntivo" deriva dal latino consumptus, participio passato del verbo consumere ("consumare", "esaurire"), con l'aggiunta del suffisso -ivo. Indica proprio il resoconto finale che "consuma" o chiude un periodo amministrativo, registrando le entrate e le uscite effettivamente avvenute, in contrapposizione al bilancio "preventivo" che invece previene nel senso che viene stimato in partenza, prima che un evento effettivamente si realizzi.
A quanto sarebbe ammontato, dunque, l'investimento per la serata evento? Il coordinamento espone la contabilità della proposta bocciata. Il format musicale, partito da una richiesta di 170.000 euro e sceso poi a 150.000, rappresentava soltanto il costo vivo, privo dell'IVA (l'Imposta sul Valore Aggiunto) e di una complessa impalcatura di oneri accessori imposti dalla normativa. Ospitare quattromila spettatori significa accollarsi materialmente i costi per il service tecnico, il personale di sicurezza, il presidio sanitario, le procedure per la licenza di pubblico spettacolo, gli oneri SIAE (la società che tutela i diritti d'autore) e la stipula di una polizza assicurativa per l'incolumità pubblica con un massimale non inferiore ai 2,5 milioni di euro. L'aggregazione di queste voci, secondo la stima di Orizzonte Comune, avrebbe spinto l'esborso complessivo ben oltre la soglia dei 200.000 euro di fondi pubblici.
La forza politica si sposta poi dal bilancio al peso artistico dell'operazione. Il progetto, rileva la nota, ricalcava il format "Voci Parallele" già andato in scena a Roma il 14 settembre 2024. Tuttavia, a fronte del palcoscenico capitolino che annoverava interpreti del calibro di Alice, Antonella Ruggiero, Arisa, Ron e Simone Cristicchi, l'offerta giunta in Riviera del Corallo avrebbe presentato un cast differente, spingendo Orizzonte Comune a insinuare che «l'unico interesse da parte dei proponenti fosse 'economico' e non 'evocativo'».
Mentre il comunicato scivola verso i rituali auguri pasquali e l'invito a lavorare insieme «lasciando perdere certe polemiche», questa presa di posizione ci consegna un quadro su cui riflettere in modo equidistante. Alla luce di questa prolungata vicenda, la gestione culturale di un territorio deve fondarsi in modo inossidabile sulla fredda ma necessaria aritmetica dei preventivi e sulla congruità commerciale del prodotto offerto, oppure la celebrazione di un legame identitario e storico – come quello tra Alghero e un'artista iconica – può talvolta richiedere uno sforzo politico ed economico capace di travalicare la rigida logica del bilancio?