Sassari, fine di un isolamento lungo dieci anni: a maggio via ai cantieri per la fibra ottica nel centro storico

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Per oltre un decennio, il cuore antico di Sassari ha vissuto un paradosso tecnologico: mentre i quartieri periferici e le nuove zone residenziali navigavano ad alta velocità, la città storica rimaneva isolata, tagliata fuori dalla rivoluzione digitale. Una frattura che non si è limitata al semplice caricamento di una pagina web, ma che si è tradotta in uno svantaggio competitivo reale per le imprese e in un deterrente per i nuovi residenti. A partire da maggio, questa anomalia urbanistica ed economica conoscerà una svolta materiale: la società di telecomunicazioni Nexim aprirà i cantieri per cablare l'intera area con la fibra ottica.

L'anatomia dell'investimento e la grammatica della rete Per comprendere la portata dell'operazione, occorre guardare sotto l'asfalto e sciogliere i tecnicismi che governano le reti contemporanee. L'investimento diretto per il cablaggio del centro ammonta a 1 milione e 200 mila euro. L'obiettivo è dotare la zona di un'infrastruttura (termine che deriva dal latino infra, sotto, e structura, costruzione, a indicare proprio l'ossatura invisibile che regge le attività in superficie) capace di erogare connessioni stabili e veloci.

La rete permetterà di raggiungere velocità fino a 10 Gbps. La sigla Gbps sta per Gigabit per secondo: è l'unità di misura che quantifica i miliardi di dati (bit) trasferiti in un singolo secondo, una capacità vitale per professionisti e aziende che necessitano di un trasporto dati ad alta intensità.

Nexim, l'azienda esecutrice, opera su scala internazionale con sedi a Milano e New York e gestisce le telecomunicazioni per eventi a elevata criticità, dalle coppe calcistiche europee ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. A Sassari, la società ha già posato le basi operative completando il primo datacenter cittadino (un centro di elaborazione dati, la "cassaforte" fisica e climatizzata in cui convergono e vengono smistate le informazioni) con un investimento di 380 mila euro, a cui si aggiungono 470 mila euro per i collegamenti diretti con i cavi sottomarini internazionali. Attualmente, l'operatore eroga già servizi in città tramite reti 5G e FWA (Fixed Wireless Access), un sistema ibrido che porta la connessione a banda larga attraverso onde radio fino a un'antenna ricevente fissa, aggirando l'assenza del cavo fisico.

Simone Dore, amministratore delegato e fondatore di Nexim, ha delineato il perimetro dei futuri cantieri durante la conferenza stampa di presentazione: «L’intervento, che sarà improntato a criteri di chiarezza, verificabilità e coerenza con gli elementi tecnici dichiarati, è inserito nel contesto di una rete a scala nazionale e internazionale già operativa». Per accelerare l'ingresso della città vecchia nel mercato digitale, l'azienda ha stabilito che l'attivazione della linea sarà gratuita per le imprese con sede nel centro storico, applicando inoltre un canone agevolato per i primi ventiquattro mesi.

Colmare il divario: le parole dell'Amministrazione L'amministrazione comunale inquadra l'opera non come una semplice posa di cavi, ma come un atto di riparazione sociale. L'assessore alla Programmazione, Giuseppe Masala, interviene sull'eredità del passato recente: «Questo progetto è molto più di un intervento infrastrutturale. Questo è un atto di coraggio e di fiducia rispetto al futuro di Sassari, un progetto che parla di tecnologia, ma che parla soprattutto di persone, di comunità, di opportunità e che finalmente risolve un gap di cui il centro storico patisce gli effetti da oltre dieci anni».

La spaccatura tra la città connessa e quella disconnessa viene ribadita dall'esponente della Giunta con estrema sintesi: «Mentre il resto della città navigava in banda ultralarga, i residenti e le attività della città storica sono rimasti fuori, nonostante le petizioni e le lamentele dei diretti interessati. Questa storia finisce grazie a un investimento da 2 milioni di euro per il cablaggio in fibra ottica 10G del centro storico di Sassari che nei nostri auspici si tradurrà in opportunità occupazionali e nuova economia».

La maieutica urbana e i "sassaresi per scelta" Dietro le dorsali in fibra di vetro si cela un obiettivo politico più ampio, che investe la tenuta demografica del capoluogo turritano. Come si inverte lo spopolamento di un centro storico? Il sindaco Giuseppe Mascia sposta l'asse del discorso dalla tecnologia alla rigenerazione umana: «Si lavora per creare le condizioni favorevoli all’insediamento di nuovi residenti e all’arrivo di nuovi investimenti, in particolare in ambiti in cui l’immaterialità la fa da padrone, come l’ict (Information and Communication Technologies ndr), la creatività, l’arte, la moda e la cultura».

Le reti diventano quindi un presidio contro l'emorragia anagrafica: «Le infrastrutture tecnologiche e la creazione di una città connessa sono condizioni essenziali per attivare quei processi di inclusività su cui puntiamo, per esempio, per compensare il calo demografico. Vogliamo favorire la rigenerazione sociale, anagrafica, culturale ed economica della comunità residente attraverso “sassaresi per scelta”, attratti non solo dal clima e dalla vivibilità della città, ma anche dalla possibilità di poter lavorare senza alcuno svantaggio competitivo rispetto a chi opera in altri contesti geografici e strumentali».

Resta ora da gestire la fase più delicata per ogni centro di fondazione antica: l'apertura materiale delle strade. A questo proposito, sindaco e assessore offrono una garanzia congiunta sull'impatto dei lavori: «Il Comune di Sassari si impegna a facilitare tutte le interlocuzioni necessarie per favorire la realizzazione dell’opera e per fare sì che l’intervento lasci questa parte della città in condizioni migliori di quelle attuali. Vigileremo affinché che questo progetto possa realizzarsi nei tempi previsti e con il minor impatto possibile sulla vita quotidiana dei cittadini».

L'infrastruttura fornisce gli strumenti, ma pone un interrogativo alla comunità: basterà azzerare il divario tecnologico per riportare la vita tra i vicoli storici, o sarà necessaria una visione urbana capace di trasformare questa nuova velocità in economia reale?