Rifiuti e Tari, scontro totale ad Alghero. Selva: "Nessun rincaro". L'opposizione: "Sprechi e bollette in aumento"

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Il nuovo appalto per l'igiene urbana e la gestione dei fondi Pnrr infiammano il dibattito politico cittadino. È scontro aperto a tutto campo tra l'amministrazione e l'opposizione di centrodestra, con accuse incrociate che vanno dai presunti ritardi burocratici fino all'ombra del danno erariale, passando per il nodo più sensibile: le ricadute sulle tasche degli algheresi.

Ad accendere la miccia è l'assessore all'Ambiente, Raniero Selva, intervenuto per respingere i rilievi sollevati in questi giorni dalla minoranza, in particolare da Forza Italia e Fratelli d'Italia. L'esponente della Giunta rivendica i risultati dell'attuale gestione, attaccando frontalmente il passato: «Durante la gestione sindacale del centrodestra la differenziata era ferma al 30%, con cassonetti maleodoranti. Oggi la percentuale è attestata al 73%». Selva difende l'iter di posizionamento dei nuovi cestini e dei 14 "smart bins" sul lungomare, precisando che le isole ecologiche per i pannolini e i distributori di buste entreranno a regime nelle prossime fasi dell'appalto.

Il punto nevralgico dello scontro riguarda però la delibera n.38 e il finanziamento dei controllori e dei vigili ambientali, sollevato dal gruppo di FdI e Forza Italia. Su questo, l'assessore è categorico: «Nessun aumento della Tari. Grazie al ribasso d'asta è stato possibile risparmiare una consistente somma, dirottata su un servizio indispensabile. Siamo meravigliati dall'atteggiamento del consigliere Alessandro Cocco che ha voluto riportare alla stampa informazioni non corrispondenti alla realtà».

Parole che hanno innescato l'immediata reazione del capogruppo di Forza Italia, Marco Tedde. L'ex sindaco definisce Selva un «desaparecido, privo di copertura politica» e lo accusa di riscrivere la storia per fini propagandistici, ricordando come la raccolta differenziata in città sia decollata proprio sotto le giunte di centrodestra nel biennio 2007-2008. Tedde denuncia inoltre il mancato invio ai consiglieri della documentazione richiesta via Pec da febbraio, paralizzando di fatto l'esame del nuovo regolamento in Consiglio comunale.

Ma l'affondo dell'esponente azzurro si concentra sui conti: «I circa 700 mila euro destinati all’incremento del servizio di vigilanza rappresentano uno spreco evidente. Quel servizio è già previsto e finanziato nel capitolato, al paragrafo 59. La duplicazione di un servizio già remunerato potrebbe integrare ipotesi di danno erariale. Sono risorse pubbliche sottratte al miglioramento concreto del servizio».

Sulla questione finanziaria, e in particolare sulle rassicurazioni dell'assessorato riguardo al congelamento della tassa sui rifiuti, interviene direttamente anche il consigliere Alessandro Cocco (FdI). Interpellato sulle dichiarazioni di Selva, Cocco smentisce categoricamente l'assessore, rivelando un quadro ben diverso emerso dalle sue interlocuzioni con gli uffici comunali: «Non è così: le tariffe aumenteranno, ed è proprio la conferma che ho avuto dalla struttura. Di norma, i costi per l'acquisto di auto per i vigili non confluiscono nel Piano Economico Finanziario (Pef) della Tari. Ma con questo progetto, sì».

Un braccio di ferro su conti, deleghe e regolamenti che, al netto delle polemiche, è destinato ad approdare a breve in Commissione e in Aula, dove i numeri dell'appalto dovranno misurarsi con la tenuta politica della maggioranza.

 

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